Valutare per migliorare la qualità della vita del bambino con autismo

In un bambino con autismo è essenziale avviare ogni intervento con la valutazione funzionale. Essa ha lo scopo di identificare le abilità e le potenzialità per sviluppare un programma psicoeducativo individualizzato.

Gli obiettivi della valutazione funzionale riguardano dunque la possibilità di comprendere le abilità e gli stili di apprendimento peculiari del bambino in modo da poter creare intorno a questi un progetto educativo individualizzato.

La valutazione funzionale tende a fornire precise informazioni riguardo alla persona, a dare supporto emozionale e un aiuto concreto, ovvero suggerimenti pratici in merito a “ciò che si può fare” sotto il profilo psicoeducativo. Come sottolinea Theo Peeters, una delle massime autorità mondiali in questo campo, “le valutazioni sono inutili quando non servono a migliorare la qualità della vita del bambino”.

Lo stile e le modalità di insegnamento devono essere quindi adattate allo stile e alle modalità di apprendimento del singolo bambino. L'intervento riabilitativo sull'autismo può essere definito un intervento di tipo psicoeducativo che si avvale di strategie ispirate alla tradizione cognitivo-comportamentale.

 Le strategie fanno riferimento alle seguenti indicazioni:

  1. Servirsi di supporti visivi per dare al bambino informazioni chiare e accessibili su quello che deve fare per portare a termine un'attività in autonomia.
  2. Semplificare le attività ricorrendo alla strategia della task-analysis, ovvero a una scomposizione  dell'attività nelle sue componenti.
  3. Motivare il bambino a collaborare. In alcuni casi sarà utile servirsi di una ricompensa significativa perché il bambino metta in atto l'attività che gli viene richiesta, e rinforzare ogni progressiva approssimazione al comportamento desiderato.
  4. Mettere in atto programmi di generalizzazione delle attività apprese in tutti i contesti della quotidianità del bambino.

E' importante che il progetto psicoeducativo per un bambino con autismo sia condiviso da una rete di professionisti; sarebbe troppo riduttivo affidare il trattamento a una singola persona. La famiglia costituisce una risorsa preziosa nel contribuire a tale trattamento.•

a cura dott.ssa Marta Magliocchetti
tecnico della riabilitazione psichiatrica