Molto spesso si sente parlare di resilienza. Forse non tutti sanno che la resilienza non è solo una capacità psicologica… la resilienza è principalmente una proprietà dei materiali che, sollecitati tramite una prova d’urto, resistono alla rottura e riescono a ritornare alla forma originale.
Ecco, le famiglie che crescono un bimbo autistico sono famiglie resilienti, ma non nel senso psicologico del termine, proprio nel senso di materiali resilienti.
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Le associo alla prima definizione perché queste famiglie, spesso, non sono trattate come persone, ma come veri e propri materiali, in quanto sottoposte a svariate prove d’urto (prima fra tutte la diagnosi) e che, nonostante le continue e a volte pesantissime sollecitazioni, non si rompono, o almeno ci provano. Oggi vorrei parlarvi un po' dell’ultimo anno e di cosa ha significato per noi, genitori di bimbi autistici.
Quest’ultimo anno più che mai, ha lasciato segni enormi sui nostri bambini;
il lockdown ha avuto ripercussioni grandissime su equilibri costruiti con anni di duro lavoro.
Per un autistico la routine - ovvero la continuità e la ripetitività degli eventi - è fondamentale. Ognuno dei nostri bimbi soffre di ansie profondissime che vengono colmate nella quotidianità dalle azioni routinarie: vestirsi, andare a scuola, fare terapia.
Provate ora ad immaginarvi cosa può significare per i nostri bambini l’interruzione improvvisa dell’abitudine. Non si tratta, a quel punto, di riempire giornate noiose, ma di correre ai ripari, di salvaguardare il bimbo da se stesso, di proteggere il duro lavoro fatto con anni di terapie, tutte a carico delle famiglie, non solo in termini economici.
Non esagero nel dire che il lockdown ha rimesso in moto veri e propri comportamenti problema dei nostri figli, spesso tenuti sotto controllo: auto-etero aggressività, importanti perdite del sonno, stereotipie incontrollate. Di questo, purtroppo, ogni famiglia ha dovuto farsi carico da sola senza nessun aiuto - sottolineo nessuno - da parte delle istituzioni.
Ognuno di noi ha lavorato duramente in quei mesi,
divenendo terapeuta e maestro del proprio figlio anche perché, per alcuni di loro, la didattica a distanza era assolutamente impraticabile.
In questo anno noi genitori abbiamo, per forza, insegnato ai nostri figli a non mollare, notte e giorno; abbiamo capito a nostre spese che, per alcuni, non c’è rinascita senza sofferenza e che, se per i nostri figli le parole “adattamento” e “flessibilità” non esistono, siamo noi genitori a doverle mettere in pratica. Perché noi siamo resilienti, noi siamo materiali resilienti. E non abbiamo altra scelta.

DI FRANCESCA DELMONTE
vicepresidente “Comitato Autismo 365 APS”
Contatti: www.autismo365.it- comitato@autismo365.it
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