Dedico questo spazio a Mario... anzi, sarà lui a parlare con una lettera che mi ha inviato non poco tempo fa. Mario è un ragazzo dislessico, lui come tanti altri bambini e ragazzi ha sofferto molto a scuola.
Il DSA (Disturbo Specifico Apprendimento) se non “compreso” a fondo può realmente rendere difficile la vita della persona che presenta tale caratteristica. Oggi esiste la possibilità di fare in modo che questo non accada, che tale emarginazione forzata non avvenga.
Siamo in grado di fornire gli strumenti (dispensativi e compensativi) previsti per tale caratteristica e rivolti a consentire ai soggetti DSA di raggiungere esattamente gli stessi livelli di apprendimento degli altri studenti.
“Ciao, questa volta ti scrivo per raccontarti un fatto successo oggi che mi ha fatto tornare fiducioso in me. Dopo due settimana di stage, mi è stato proposto un contratto interinale di lavoro per tutta l'estate.
A scuola sei il perfetto asino, lo svogliato, ti dicono che non avrai futuro se continui così, e piano, piano finisci col crederci. In questo fatto sembra che la dislessia non centra ma in realtà è una caratteristica che ha condizionato positivamente il mio carattere, che in questo caso ha colpito … in un azienda nessuno ti cronometra, nessuno ti sgrida per come scrivi, nessuno ti dice di non usare la calcolatrice e nessuno ti costringe a lavorare ininterrottamente per ore senza fiatare, e io mi chiedo: la scuola ci prepara veramente al mondo del lavoro?”
Mario
Oggi esiste una legge che tutela i bambini dislessici... Se non ci si sensibilizza tutti, ma proprio tutti, scuola, amministrazione pubblica, strutture sanitarie, docenti, tecnici, medici specialisti, non sarà possibile rendere questi strumenti (dispensativi e compensativi) “la prassi” all'interno delle scuole Italiane. L'abbandono scolastico, purtroppo, è ancora troppo elevato. •
a cura dott.ssa Lucia Fusco
logopedista