Problemi nella lettura… quando sospettare la dislessia?

La Dislessia è un Disturbo Specifico dell'Apprendimento (DSA), e con tale termine ci si riferisce ai disturbi delle abilità scolastiche (Dislessia, Disortografia, Disgrafia e Discalculia). 

Si pone diagnosi di DSA quando i risultati ottenuti dal soggetto in esame in test standardizzati e somministrati individualmente, riguardanti la lettura, la scrittura e il calcolo, risultino significativamente inferiori rispetto all'età, al grado di istruzione e al livello d'intelligenza. I DSA, oltre a interferire in modo significativo con il rendimento scolastico ed esserne spesso la causa di abbandono, possono favorire lo sviluppo di un disturbo psicopatologico (insicurezza, disturbo d'ansia e/o del tono dell'umore, riduzione dell'autostima, inibizione reattiva). A volte i DSA possono invece agire come fattore scatenante per la strutturazione di un disturbo psicopatologico già presente precedentemente.

La Dislessia si manifesta entro i 7 anni di età e la diagnosi, posta dal Neuropsichiatra Infantile, non può essere formulata prima della fine della II elementare. E' comunque possibile sospettare la diagnosi di DSA a partire dalla fine della I o all'inizio della II elementare e avviare precocemente il trattamento ri-abilitativo più idoneo. I parametri fondamentali per la diagnosi di dislessia sono la rapidità, misurata come il tempo di lettura di brani, parole o sillabe, e la correttezza, misurata come numeri di errori di lettura e scrittura che si discostino per difetto di almeno 2 deviazioni standard dalle prestazioni dei lettori della stessa età o risultino di 2 anni inferiori rispetto all'età cronologica; in assenza di deficit cognitivi e/o neurosensoriali. La capacità di comprensione del testo non è un elemento diagnostico, sebbene rappresenti un'informazione importante rispetto all'efficienza del processo di lettura.

Non se ne conosce una causa certa e si ipotizza un'origine multifattoriale (genetica e neurofunzionale). Spesso la dislessia si riscontra in altri membri della stessa famiglia, si può associare al disturbo della scrittura (disortografia) e/o del calcolo (discalculia) e/o del linguaggio. 

Il trattamento deve essere condotto, quanto più precocemente possibile, da operatori specializzati (logopedista o psicologo con formazione in DSA). Il programma di riabilitazione è composto dal trattamento, che ha lo scopo di aumentare l'efficienza del processo di letto-scrittura, e dall'abilitazione, che è l'insieme degli aiuti che permettono l'utilizzazione del livello di funzionamento attuale. Il trattamento dei disturbi psicopatologici, eventualmente associati, assume un'importanza significativa nell'intervento-pedagogico-abilitativo.

L'evoluzione è influenzata dalla gravità del DSA, dal grado delle compromissioni neuropsicologiche eventualmente associate, dalla tempestività e dall'adeguatezza dell'intervento ri-abilitativo.

In ambito scolastico, come da disposizioni della Legge 170/2010, deve essere garantito “l'uso di una didattica individualizzata e personalizzata con forme efficaci e flessibili di lavoro scolastico che tengano conto delle caratteristiche peculiari del soggetto, adottando una metodologia ed una strategia educativa adeguate”. Tale legge richiama inoltre le istituzioni scolastiche all'obbligo di garantire “l'introduzione di strumenti compensativi, compresi i mezzi di apprendimento alternativi e le tecnologie informatiche, nonché misure dispensative da alcune prestazioni non essenziali ai fini della qualità dei concetti da apprendere”.• 

a cura dott.ssa Mariangela Pinci
neuropsichiatra infantile