Noi siamo il terreno su cui essi crescono

Un’antica leggenda Cherokee racconta che un giorno, un nonno e suo nipote si fermarono a guardare il tramontare del sole.

Il bimbo chiese al nonno: "Nonno, perché gli uomini combattono?” Il vecchio, con voce calma, gli rispose: “Per ogni uomo c’è sempre una battaglia che aspetta di essere combattuta, da vincere o da perdere. Perché lo scontro più feroce è quello che avviene fra i due lupi.” “Quali lupi nonno?” “Quelli che ogni uomo porta dentro di sé.” Il bambino non riusciva a capire. Attese che il nonno rompesse l’attimo di silenzio che aveva lasciato cadere tra loro, forse per accendere la sua curiosità. Infine il vecchio, che aveva dentro di sé la saggezza del tempo, riprese con il suo tono calmo. “Ci sono due lupi in ognuno di noi. Uno è cattivo e vive di odio, gelosia, invidia, risentimento, falso orgoglio, menzogna ed egoismo.” “E l’altro?” “L’altro è il lupo buono. Vive di pace, amore, speranza, generosità, compassione, umiltà e fiducia”. Il bambino rimase a pensare un istante a quello che il nonno gli aveva appena raccontato. Poi diede voce alla sua curiosità ed al suo pensiero. “E quale lupo vincerà?” Il vecchio Cherokee si girò a guardarlo e rispose con occhi puliti: “Quello a cui avrai dato da mangiare.”

Dicono che oggi l’educazione delle nuove generazioni sia profondamente in crisi, soprattutto perché i genitori non hanno tempo da dedicare ai loro figli.D’altra parte viviamo tutti con l’orologio in mano, corriamo da un luogo all’altro, da casa a scuola, da scuola in palestra, alle prove di canto, ai compiti lasciati indietro. Ogni scelta che facciamo nella quotidianità è un atto educativo, che plasma la vita delle persone intorno a noi. Questo tempo non è più difficile dei tempi passati, è un tempo che ha sfide nuove, un tempo complesso che richiede desiderio di verità, di approfondimento, di assunzione di responsabilità. L’educazione è una dinamica di desiderio ed ha il compito di aiutare i nostri figli a dare voce alle domande che hanno dentro di sé e a trovare le loro risposte, con il nostro aiuto e la nostra presenza accanto a loro. Il rapporto educativo, la relazione tra le diverse generazioni è la strada per suscitare la coscienza personale. È permettere alle risorse dell’altro di crescere, ma è anche consegnare qualcosa. La vita cresce nella misura in cui la si consegna alle generazioni successive.

Se non abbiamo niente da consegnare, non educhiamo. Se non abbiamo un desiderio di vita, non educhiamo. L’educazione è un processo lungo, e l’educare è un atto di controcultura, perché la cultura odierna è frenetica, immediata: l’educazione non è così. L’educazione è un atto di fiducia.

Per educare i nostri figli è importante cercare e costruire alleanze educative, con gli inseganti, con gli allenatori, con altri genitori, per potersi continuamente confrontare su quale sia davvero il bene dei nostri figli.Nell’ottavo episodio della saga di Guerre stellari, Gli ultimi Jedi,il maestro Yoda ci consegna una frase su cui c’è molto da riflettere: Noi siamo il terreno su cui essi crescono. Questo è il più grande fardello di ogni maestro.

di Donatella Broccoli
presidente associazione sportiva