Quando si parla di agenesie dentarie si intende l’assenza di uno o più denti, che può interessare sia la dentizione decidua (denti da latte) sia, con maggior frequenza, la dentizione permanente.
Si tratta di un argomento di largo interesse per i problemi di occlusione dentale che ne possono scaturire ma soprattutto perché richiede un’attenta valutazione diagnostica al fine di scegliere il percorso terapeutico più giusto in base all’età, alla struttura scheletrica, alle esigenze estetiche e alle richieste del paziente. Qualsiasi elemento dentale può essere assente ma i casi più frequenti riguardano i denti del giudizio (terzi molari), i secondi premolari inferiori, gli incisivi laterali superiori e i secondi premolari superiori.
La diagnosi di conferma si ottiene attraverso una comune indagine radiologica (ortopantomografia) che non occorre programmare prima degli 8-9 anni salvo esigenze odontoiatriche specifiche particolari.
La terapia delle agenesie deve coinvolgere diversi specialisti al fine di individuare il piano di trattamento più corretto per il singolo paziente: la mancanza di un incisivo laterale superiore può creare un disagio estetico importante, cionondimeno la mancanza di un premolare o molare può creare disagi soprattutto a livello funzionale se non trattati adeguatamente.
Lo specialista in ortodonzia gioca sicuramente un ruolo fondamentale poiché deve valutare una serie di parametri scheletrici, estetici e funzionali come il tipo di malocclusione, la tendenza di crescita, la quantità di spazio disponibile, la qualità dei tessuti parodontali di supporto, il profilo dei tessuti molli, che guideranno verso la scelta terapeutica più opportuna. Le possibilità di trattamento sono fondamentalmente di due tipi:
1. Chiusura degli spazi attraverso un trattamento ortodontico di tipo fisso, che ha la finalità di evitare una riabilitazione protesica soprattutto in pazienti molto giovani.
2. Inserimento di una protesi dopo aver fatto un trattamento ortodontico di tipo fisso finalizzato all’apertura dello spazio adeguato.
Le agenesie nei denti da latte sono generalmente seguite da agenesie nella dentatura permanente corrispondente. Fattori genetici, patologie sistemiche e fattori ambientali come l’esposizione ad agenti inquinanti, hanno un ruolo dominante nell’origine di queste anomalie.
Nel caso in cui il piano di trattamento richieda una soluzione protesica, sono disponibili tre alternative:
1. protesi di tipo adesivo;
2. protesi supportate da impianti;
3. protesi tradizionali (fisse o mobili).
C’è una tendenza generale a non realizzare spesso protesi fisse tradizionali, ad eccezione di casi particolari, mentre le protesi mobili sono consigliate in pazienti di giovane età che presentano agenesie multiple, al fine di migliorare la qualità della vita sociale del paziente.
Le protesi adesive conservano numerose indicazioni e costi biologici bassi e possono essere utilizzate come soluzioni interlocutorie prima di realizzare protesi definitive in età più avanzata, per garantirne una durata maggiore.
La terapia implantare ha assunto un ruolo di primo piano negli ultimi anni: si tratta di una soluzione valida se affidata a mani esperte ma dati significativi suggeriscono di rimandare tale trattamento a dopo la seconda decade di vita, per aspettare la crescita definitiva dell’osso basale dei mascellari ed ottenere risultati estetici più soddisfacenti.
a cura dott. M.Lavinia Bartolucci DDS, Ms
specialista in Ortodonzia, Professore a.c. Università di Bologna