Un romanzo illustrato che parla una lingua universale: bullismo, amicizia, crescita…

“Jane, la volpe & io” di Isabelle Arsenault e Fanny Britt è, secondo il The New York Times, uno tra i dieci migliori libri illustrati degli anni 2000. 

Una storia indirizzata ai giovanissimi che senza mancare di profondità mantiene essenziale il suo messaggio ed elementare il suo linguaggio scritto, riservando a illustrazioni a tutta pagina il commento psicologico ed emotivo sull'intera vicenda. Helene è una giovane studentessa che viene presa in giro e ridicolizzata dalle sue compagne di scuola. Prima isolata, poi coperta di insulti con scritte nei bagni della scuola, infine attaccata direttamente con battutacce e scherzi crudeli. 

La madre spossata dal lavoro e da una vita casalinga intensa, non sembra consapevole di quanto succede, il padre è invisibile così come il corpo docenti e i due fratellini.L'unico supporto e rifugio per Helene è un libro, “Jane Eyre” di Charlotte Bronte, ed è solo nelle pagine del suo romanzo che il mondo si colora donandole pace e poesia. L'autrice Fanny Britt non fa del bullismo una questione tragica.Helene vive un periodo difficile comune a tanti studenti, dietro cui non si cela il piano premeditato da una banda di aguzzini, ma il caso che guida la crudeltà dei più giovani. 

L'autrice sottolinea l'eccezionalità della tristezza e del dolore che prova la protagonista. Il messaggio finale arriva a tutti, a chi è stato Helene e a chi ha tormentato una Helene. 

Bella la storia e bellissime le illustrazioni di Isabelle Arsenault, capaci di trasportare stati d'animo e diverse sfumature d'angoscia e solitudine. I momenti più intensi della storia sono narrati da illustrazioni a tutta pagina, senza scritte, per descrivere le risposte emotive della protagonista.

Alla fine sarà un incontro inaspettato ad aiutarla e come per magia anche il mondo reale che la circonda inizierà pian piano a colorarsi. 

La paura di non piacere, la necessità di conformarsi a un modello anche estetico, la convinzione che gran parte del valore che rende piacevoli agli occhi altrui risieda nell'esteriorità, e l'incapacità di sottoporsi a un proprio giudizio realistico sono tutti aspetti della crescita e della conquista di una propria sicurezza. Alla fine Helene scoprirà che non si è mai veramente soli.•

a cura di Francesca Cristofari