Un binomio inscindibile a cui aspirare per crescere al meglio i nostri bambini - gli adulti di domani! La scuola deve “formare l’uomo” non soltanto coltivando in il seme del sapere, ma stimolando la sua crescita in senso psicologico e civico.
Quello scolastico, al pari di quello familiare, è un sistema all’interno del quale docenti e alunni, coi propri differenti vissuti e temperamenti, sono chiamati a relazionarsi per un tempo che, benché circoscritto, richiede - in caso di conflitto - una ricomposizione quanto più armoniosa possibile.
Abituati a considerare erroneamente il conflitto negativo a priori, a fronte del suo emergere assistiamo a frequenti reazioni: per esempio l’insabbiamento dei problemi, il riparo dietro a maschere, come i ruoli di docente e di alunni ricoperti dalle parti in gioco.
Le cose si complicano quando, all’interno del conflitto scolastico, entrano anche i genitori degli alunni, che a loro volta portano le proprie istanze.
Una soluzione autoritaria del conflitto scolastico non porta a risolvere definitivamente il problema: una volta stabiliti i vincitori e i perdenti, come sarebbe possibile ricomporre una durevole armonia di convivenza fra chi è, per un certo periodo di tempo, costretto a relazionarsi con l’altro?
Il fatto che le relazioni tra docenti e alunni siano armoniose è un presupposto fondamentale ai fini del buon insegnamento e del buon apprendimento.
Come risolvere allora, i conflitti che emergono in ambito scolastico?
Intelligenza emotiva e mediazione scolastica, in sinergia, possono costituire la giusta risposta: individuare e saper dare un nome alle emozioni che quel conflitto ha provocato, facendo emergere la ricchezza di vissuti ed emozioni che lo alimentano, nonché prendersi del tempo, in classe, per comunicare sull’accaduto può ridare alle parti - come in qualsiasi altro contesto mediatorio - l’opportunità di riprendere il dialogo interrotto dal conflitto e di riconoscersi nella reciproca dignità di persone.
La scuola può in questo senso, proporre corsi di educazione emotivo relazionale per gli allievi e di formazione dei docenti alla gestione della relazione secondo i principi della mediazione, da applicare con competenza nel quotidiano.
di Michela Foti Avvocato in Bologna, Mediatrice Familiare
iscritta ad A.I.M.S., autrice