La baby sitter del XXI secolo

La tv è entrata nelle case degli italiani negli anni ’50: questo nuovo oggetto di intrattenimento portava tutta la famiglia a riunirsi dopo cena, a volte invitando anche amici e parenti,

per divertirsi insieme in un modo diverso dal solito.In casa era presente un solo apparecchio e solitamente era posto in salotto, luogo della casa condiviso da tutti. La televisione era così un oggetto che facilitava l’incontro della famiglia. Inutile dire che molte cose sono cambiate da allora e che in particolare la tv si è trasformata da oggetto di mero intrattenimento a oggetto indispensabile. Non ci si sbalordisce più se il numero delle televisioni equivale a quello degli ambienti; spesso è la prima cosa che si accende quando si entra in casa ed è utilizzata come sottofondo quando si è soli: anche se non direttamente guardata, con il suo suono riempie un “vuoto”… da qui l’espressione “la tv mi fa compagnia”.

Ma cosa comporta questo utilizzo frenetico e spropositato della televisione?

Come incide il suo utilizzo sull’educazione e la crescita del bambino e in particolare sulla relazione tra il bambino e i suoi genitori?

Gli esperti ci dicono che la televisione è sconsigliata nei primi due anni di vita, in quanto un utilizzo frequente influisce negativamente sullo sviluppo del linguaggio e sulla qualità delle interazioni adulto-bambino, nonché sulla creatività del bambino stesso. Dopo i due anni è comunque consigliato un utilizzo per non più di un’ora al giorno, preferibilmente in compagnia dell’adulto, che aiuta il bambino a interpretare e a dare significato a ciò che guarda.

Nella realtà la tv spesso viene accesa col fine di “tener buono il bambino” o per “occupare il bambino che si annoia”. Mentre l’adulto, dopo una intensa giornata di lavoro, è intento a svolgere le faccende di casa e preparare la cena, la tv intrattiene i bambini come se fosse una babysitter. L’energia rimasta assopita si riaccende appena la tv viene spenta, portando il bambino ad essere più irrequieto di prima. Anche per questo la tv è sconsigliata prima di andare a dormire.

Sarebbe augurabile che la “babysitter tv” fosse sostituita da piccole attività creative, dalla lettura di un libro, da un gioco da svolgere in autonomia, che da una parte attivano e sostengono la crescita del bambino e dall’altra permettono ai genitori di svolgere le mansioni di casa o ritagliarsi un piccolo tempo per sé stessi. Un’idea concreta potrebbe essere quella di dare al bambino della pasta di sale (si può tenere in frigo anche 3 giorni), da utilizzare in cucina seduto al tavolo al proprio fianco. In questo modo si sta insieme ma nello stesso tempo si è organizzati per svolgere le diverse attività con serenità, intesa e creatività.

a cura di Miriam Cesari
coordinatrice Area Infanzia cooperativa sociale