Io sono pronto per la scuola e tu?

 “Andrà volentieri a scuola?” “Come si troverà il mio bambino?" “Sarà in grado di essere autonomo?” 

Ecco i quesiti che solitamente attanagliano i genitori, con preoccupazioni che sembrano riguardare gli adulti prima ancora dei bambini. Questi ultimi, infatti, possono attraversare qualche momento di difficoltà nell’affrontare un’avventura nuova e sfidante, ma riescono generalmente a trovare le risorse necessarie per esplorare il nuovo ambiente e fare proprie situazioni e modalità. 

Spesso, invece, le preoccupazioni dei genitori che nascono già la sera al pensiero di arrivare a scuola in ritardo, che nello zaino ci sia tutto (merenda compresa), e le raccomandazioni: “stai attento”, “ascolta la maestra”, “non litigare”, “cambiati la maglietta dopo motoria”, “hai fazzoletti di carta?”, “ricordati di bere”, come se andare a scuola fosse una sorta di… missione impossibile!

In realtà i bambini hanno più risorse di quante si possa immaginare e spesso non le utilizzano perchè gli adulti - involontariamente - lo impediscono, sostituendosi a loro in un eccesso di cura che li priva delle autonomie basilari dell’andare a scuola, come preparare da soli lo zaino o ricordarsi di portare a casa i libri e quaderni, per non parlare dei compiti sul diario: qualche svista capita a tutte le età; cosa ben diversa è sapere che scrivere i compiti sul diario sarebbe superfluo in quanto il genitore a casa, fra registro elettronico e chat di classe, è il più aggiornato di tutti! 

È fondamentale che ad essere pronti per la scuola siano proprio i bambini, protagonisti di un percorso che li vedrà gradualmente responsabilizzarsi, ma anche gli adulti, in modo da far sentire il proprio supporto senza sostituirsi a loro, permettendogli di imparare (anche sbagliando!) e di affrontare un percorso di crescita dove non importa arrivare subito al risultato, ma acquisire, un passo alla volta, tante piccole autonomie: in fondo è così che si cresce e che si impara, no?

di Camilla Targher
pedagogista