Così finivano tante fiabe che abbiamo conosciuto da bambini, quando arrivava il momento di chiudere gli occhi e, finalmente, abbandonarci al rigenerante sonno.
A leggere le statistiche dell'ISTAT sembrerebbe che qualcosa si sia rotto. Nel 2009 risultano complessivamente 85.945 separazioni (+2,1,% rispetto al 2008) e 54.456 divorzi (+0,2%). Circa il 70% delle separazioni e dei divorzi riguardano coppie con figli. Ogni anno i figli coinvolti sono circa 150.000.
Una coppia che vive “felice e contenta” ha imparato a superare la difficoltà di far coesistere le differenze al suo interno, a far valere le proprie ragioni attraverso l'affermazione dei valori ora dell'uno ora dell'altro.
La cosa più importante è giocare e come in ogni gioco mantenere un buon clima. Facile a dirsi! A volte il bisogno di essere ascoltati, compresi, rassicurati è così forte che si rischia di non giocare più la partita. Come accade tra tifoserie contrapposte l'attenzione dalla partita viene spostata prima sui difetti dell'arbitro, poi dei giocatori, fino ad arrivare alla rissa, alla distruzione dello stadio, della città. Tutto diventa drammatico, tragico.
Per questo, considerata l'importanza che svolge il ruolo familiare nella formazione individuale e, quindi, sociale, non bisognerebbe mai arrivare a questi estremi. Rispettare “le regole” del gioco salvaguarda i giocatori da attacchi diretti e pesanti che mortificano e feriscono, innescando reazioni altrettanto potenti. •
a cura prof. Lino Di Ventura
psicologo, psicoterapeuta