Per un bambino, i genitori sono il centro del mondo: l'immagine, la guida, lo specchio. Ci sono cose che non dovrebbero mai accadere, ma se accadono, esiste un modo per parlarne con loro? Quando la famiglia si sgretola a causa della perdita di un genitore, diventa difficile, se non impossibile, trovare le parole giuste.
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È difficile per gli adulti riuscire a comprendere, ad accettare, ed è ancora più difficile per un bambino, specialmente quando a mancare è la luce che illumina la sua vita: la mamma.
L'istinto è quello di proteggere,
creare per il bambino una rete più forte possibile, un supporto a cui aggrapparsi, un tappeto su cui crollare. Qualcuno cerca spiegazioni nel mondo magico, altri invece fanno di tutto per distogliere l'attenzione, per riempire il vuoto in tutti i modi possibili.
Spesso però manca l'unica cosa di cui un bambino ha davvero bisogno: essere ascoltato.
Lucia Mollica ha otto anni
quando sua mamma entra in ospedale, pochi giorni prima del suo compleanno.Il suo mondo cambia improvvisamente. Non è più la mamma ad accompagnarla a scuola, a trascorrere i pomeriggi insieme, tra compiti, giochi e merende, a leggere le fiabe la sera.
La mamma è in ospedale ed è difficile anche parlare con lei.
Lucia è in attesa, in ogni istante. Fa domande, cerca spiegazioni, prova a dare spiegazioni.
Nel suo diario racconta il suo mondo quotidiano, le mattine a scuola, il vuoto e l’attesa. Racconta il loro ultimo incontro in ospedale, in cui tra mille sorrisi e promesse, capisce che tutto sta per cambiare per sempre.
Lucia ci fa entrare in casa sua,
nel viavai di persone e voci che cercano di mascherare il tempo e lo spazio, quasi fingendo che non sia successo nulla, rendendo tutto ancora più incomprensibile.
Attorno a lei corrono frenetici una sorella adolescente, un padre dolcissimo, due nonne che cercano di coprire il vuoto con la loro presenza troppo ingombrante fatta di cibo e parole, una zia che diventa l’unico punto fermo in un vortice impazzito, l’unica che provi a dare le risposte difficili di cui Lucia ha bisogno e di cui tutti hanno paura.
Il racconto dei nove giorni si amalgama con episodi del passato, in cui tutto era ancora normale, fatto di momenti in famiglia, di pagine divertenti e di episodi in cui il mondo degli adulti a volte sembra non avere senso.
E il suo diario è diventato oggi un libro: Ballerine nere numero 33– Edizioni Dialoghi: questo libro nasce per dare voce a una bambina, per fare ascoltare la sua storia agli adulti.
di ELISA CROSTA
autrice libro “ballerine nere numero 33”
Contatti: tel. 339.607.70.59 - elisacrosta83@gmail.com
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