Bambini e sport: come evitare i traumi sportivi e prevenire le malocclusioni?

La pratica sportiva fa senz’altro bene alla salute, tuttavia può essere fonte di traumi in particolare sui denti.

Non solo con gli sport da contatto o agonistici, ma molto spesso anche per quelli praticati in maniera dilettantistica, dove maldestre cadute possono portare a conseguenti traumi.

Considerando come principio fondamentale che prevenire è meglio che curare, il miglior strumento per proteggere i propri denti dai traumi in ambito sportivo è l’utilizzo del paradenti, una mascherina di silicone trasparente che si inserisce tra le arcate dentarie avvolgendole e proteggendole.

Ne esistono di preformati, venduti in negozi di articoli sportivi o farmacie, e altri fatti su misura dal dentista prendendo le impronte delle arcate.

Bisogna sapere che alcuni tipi di malocclusioni dentarie o impostazioni scheletriche dei nostri figli possono predisporli a traumi. In particolar modo una distanza maggiore di un centimetro tra i denti anteriori superiori e inferiori delle arcate è considerata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come forte predisposizione ai traumi tanto da indicarne una precoce correzione.

L’aumento di tale distanza può essere causato da uno sventagliamento degli incisivi superiori o dal mascellare che si trova troppo avanti o al contrario dalla mandibola che sta troppo indietro o da un’associazione di entrambe queste condizioni. Il labbro inferiore s’interpone tra i denti aumentando ancora di più la distanza tra le arcate ed esponendo i denti superiori a qualsiasi tipo di impatto; visto l’incapacità del bambino di tenere le labbra chiuse (incompetenza labiale).

La presenza di questo tipo di malocclusione può dipendere da una predisposizione genetica, ma alcune alterazioni funzionali o abitudini viziate (succhiamento del dito, del labbro, della lingua o del succhietto per tempi lunghi, respirazione orale, deglutizione atipica e postura linguale anomala), modificando il normale assetto neuromuscolare, possono determinare l’insorgere della malocclusione o l’aggravamento di una già presente alterazione scheletrica.

Importanti raccomandazioni per i genitori possono essere quindi: incentivare l’allattamento al seno al fine di favorire un corretto sviluppo dei mascellari, disincentivare la suzione non nutritiva (ciuccio, dito, labbro, lingua) dopo i 2 anni, fare visite otorinolaringoiatriche precoci al fine di favorire una respirazione nasale e non orale del bambino, fare valutare l’impostazione scheletrica del bambino da un ortodontista al fine di diagnosticare una possibile alterazione funzionale e posturale della lingua e dei mascellari, in collaborazione con il logopedista.

È importantissimo sapere che una terapia ortodontica-ortopedica precoce appropriata con un apparecchio che preveda l’espansione del mascellare favorisce spesso il ripristino della respirazione nasale e della posizione linguale corretta favorendo una risoluzione della malocclusione con sensibile riduzione della distanza tra le arcate e recupero della tonicità delle labbra come scudo protettivo naturale dei denti. Oppure in alternativa si può agire su una ridotta crescita mandibolare.

La diagnosi precoce e il relativo trattamento delle malocclusioni conducono a benefici a breve e a lungo termine, non solo per la prevenzione dei traumi dentali, ma soprattutto per la corretta crescita del nostro bambino.

a cura dott.ri P.L. Montanaro, R. Cinti, T. Malacarne, R. Mingolla, G. Monaco
medici odontoiatri e implantologi