Bambini… infiniti !!!

«Mamma, cosa vuol dire infinito?»
«Che non finisce mai».

C'è solo un amore che dura per sempre: quello dei genitori verso i figli.
Nell'epoca del «tutto e subito» e delle relazioni virtuali che si sostituiscono a quelle reali, vissute in prima persona, essere genitori richiede continui aggiustamenti fra l'educazione da cui si proviene e quella di cui, volenti o nolenti, si è protagonisti.
Maria Rita Parsi, autrice di Generazione H(Piemme), sostiene che il virtuale sia il nuovo attore che si impone all'interno dei rapporti familiari e amicali; Paolo Crepet, autore diBaciami senza rete, prova ad illudersi che sia ancora possibile sottrarsi alla seduzione del digitale. Noi, nel nostro piccolo, proviamo a zigzagare fra la tradizione e la contemporaneità, fra il locale e il globale, cercando di rinvenire quel «piccolo e bello» contenuto anche nelle nuove tecnologieche, dal divano di casa nostra, riescono a portarci in giro per il mondo e ad aprirci la mente su finestre che nemmeno sapevamo di poter aprire.

Gustando quel senso di libertà che ci rende, in fondo, bambini infiniti e che, senza cadere nelle esagerazioni della giapponese sindrome di Hikikomori,probabilmente anche i malefici algoritmiriescono a concederci davvero, donandoci  un piccolo rifugio nell'altrove, l'altrove che pare a noi. Quell'Internet che più di una volta abbiamo sperato implodesse, ma che in realtà ci regala mille, e all'ennesima potenza, altre vite, e che, con attenzione e impegno, può essere governato. In famiglia. O con la famiglia di cui siamo parte, anche quando abbiamo scelto, per varie ragioni, di disgregarla.

Come? Attraverso la presenza fisica, quella che i bambini di noi genitori super accessoriati con immancabile protesi telefonica a seguito ci richiedono sempre più insistentemente. E che allora, fra i tanti impegni, dobbiamo provare ad assicurare nella maniera più «smart» possibile, tanto per giocare con le parole. Stando al loro fianco anche quando hanno la testa immersa in uno schermo.  E provando, se non a farli nostri, almeno a maneggiare i loro strumenti. Dando, eh sì sono necessarie!!!, regole. I noiosissimi, ma utilissimi a veicolare il rispetto anche in rete, recinti in cui muoversi.

«Questo sì, quell'altro no. Adesso basta, per favore, annoiati un po'».

Ecco allora che, restando ovviamente ancora troppo antichi rispetto alla rivoluzione digitale che corre veloce, inauguriamo la community di Genitori. E mentre le nuove generazioni sono già su Tik Tok o chissà su che altra app ancora, ne siamo consapevoli, lo facciamo sul vecchio  Facebook, dove già ci siamo con una nostra pagina e che, coi nostri limiti, sappiamo usare. Scusateci, ce la mettiamo tutta, ma non siamo tutti nativi digitali. Molti di noi sono nati negli ormai lontanissimi anni Settanta. 

di Alessandra Testa
direttrice rivista Genitori