Il ruolo rilevante dell’ortodonzia intercettiva nella crescita dei bambini

L’obiettivo di una corretta terapia ortodontica non è solo il miglioramento della posizione dei denti, ma anche una crescita armonica del volto e di tutta la bocca (ortopedia dento-facciale).

La Società Italiana di Ortodonzia consiglia di effettuare la prima visita ortodontica fra i 4 e i 5 anni, per identificare precocemente gli errori nella crescita dentale e scheletrica che possono richiedere terapie più lunghe e invasive se non diagnosticati con tempestività.

La terapia ortodontica intercettiva, intesa come intervento ortodontico precoce (fra i 4 e i 7 anni), ha lo scopo di:

  • Identificare e correggere quei difetti nella chiusura delle arcate che causano una crescita facciale disarmonica (ad esempio il morso crociato monolaterale).
  • Individuare, in collaborazione con altri specialisti (come pediatri, otorinolaringoiatri, logopedisti...) i segni clinici di una respirazione orale o mista, le cui conseguenze dentali e scheletriche possono essere corrette con ottimi risultati attraverso l’ortodonzia in età precoce.
  • Aiutare i bambini ad abbandonare precocemente abitudini viziate (come il succhiamento del dito e del ciuccio, che possono causare o aggravare malocclusioni severe).
  • Diagnosticare precocemente se esiste un difetto di crescita (anomalia, eccesso o difetto) di una parte dell’ossatura facciale, proprio come fa l’ortopedico per lo sviluppo degli arti o di altre parti del corpo, avvalendosi anche della collaborazione di un fisiatra.
  • Identificare alterazioni nei denti, anche da latte, che implicheranno in futuro danni ai denti permanenti (ad esempio usure, conseguenze di traumi…).
  • Valutare quando eseguire radiografie se clinicamente si sospetta l’assenza di un dente permanente (agenesia), oppure la presenza di un dente in più (sovrannumerario), o il blocco nella nascita di un dente (inclusione).
  • Aiutare i bambini ad avere maggiore autostima se ci si rende conto che il sorriso irregolare condiziona il bimbo nel rapporto con sé e con gli altri.
  • Intervenire precocemente in situazioni di severo affollamento dentale per cercare di evitare possibili estrazioni di denti in età successive.

È chiaro che la scelta terapeutica deve essere il risultato di una diagnosi corretta e completa, per poter individuare il momento giusto del trattamento (timing).

Per una corretta diagnosi sono indispensabili:

- una prima visita accurata per rilevare segni e sintomi clinici e per entrare in relazione con il bambino stabilendo un rapporto di fiducia e confidenza con lui e la sua famiglia.

- un secondo appuntamento per effettuare le foto del viso e dei denti, alcuni esami radiografici (panoramica, teleradiografia latero-laterale del cranio) e rilevare le impronte delle arcate dentarie.

L’ortodontista per la cura della malocclusione stabilisce l’integrazione di più dispositivi ortodontici-ortopedici e funzionali, in un arco di tempo che può durare dai 12 ai 18 mesi oltre ad un eventuale apparecchio di mantenimento con i relativi controlli periodici.

L’obiettivo della terapia intercettiva è anche semplificare il trattamento ortodontico in dentatura permanente intervenendo su basi ossee ancora modificabili.

Spesso si esegue, se necessario, una seconda fase di trattamento ortodontico intorno ai 12-13 anni, sui denti permanenti.

Le alterazioni scheletriche più severe se non curate in età precoce possono essere recuperate in età adulta solo attraverso la terapia ortodontica abbinata alla chirurgia maxillo facciale.

a cura dott.ri R.Cinti, T.Malacarne, R.Mingolla, G.Monaco
Ortodoiatria e implantologia “Ambulatorio Arno” Bologna