Presente in natura solo in pochi alimenti, la vitamina D può essere prodotta dal nostro organismo se la pelle è esposta ai raggi del sole...
Il sole trasforma un derivato del colesterolo (provitamina) nella vitamina D, che diventa poi attiva grazie ad altre due successive modifiche, la prima nel fegato e la seconda nel rene.
La vitamina D regola il metabolismo del calcio e della salute ossea: se carente si sviluppano rachitismo in infanzia o osteoporosi nell’adulto.
Negli ultimi decenni poi, si sono conosciute altre importanti funzioni di questa vitamina, ma di tipo ormonale. In particolare è importante per il sistema immunitario, regola l’espressione di oltre 200 geni coinvolti anche nel controllo dei tumori, agisce sull’epitelio bronchiale, sul sistema endocrino e sul cuore. I suoi recettori si trovano in tutto il nostro corpo contemporaneamente. In gravidanza, se presente rischio familiare di asma, dosi generose di vitamina D alle mamme riducono di circa 1/3 il rischio di asma nei primi 3 anni di vita del bambino. Sembra ridurre, inoltre, la progressione di alcune malattie croniche: sclerosi multipla, malattie infiammatorie intestinali, psoriasi.
Sono le radiazioni ultraviolette (in particolare i raggi UVB) presenti nella luce solare ad indurre la pelle a produrre vitamina D. In estate bisognerebbe esporsi al sole per almeno 20 minuti al giorno con entrambi i lati del corpo nelle ore centrali, per trasformare un quantitativo adeguato di vitamina, non sufficiente però a garantire il mantenimento del fabbisogno per tutto l’anno. L’esposizione invernale alle nostre latitudini, anche se protratta, è quasi nulla. La capacità della pelle di produrre vitamina D si riduce con l’età e le creme solari ad alta protezione impediscono la trasformazione della provitamina.
I nostri bambini stanno poco all’aria aperta rispetto al passato e quando lo fanno sono spesso troppo coperti, con poca pelle esposta. Al mare, a meno che non abitino in zone costiere del sud, ci stanno poco e non nelle ore centrali del giorno, in più l’uso delle creme solari con protezione media e alta blocca il 92% di assorbimento di raggi UV.
Attenzione, non stiamo dicendo che non occorre proteggere la pelle dai raggi solari mentre state prendendo la tintarella!
Sono pochi gli alimenti che contengono quantità apprezzabili di vitamina D, come l’olio di fegato di merluzzo, pesci grassi come il tonno o il salmone, il pesce azzurro, il latte, le uova oppure in frutta e verdure seppure in dosi scarse. L’insieme di queste componenti rende importante fin dall’infanzia integrare la vitamina D con gocce o compresse orosolubili di colecalciferolo.
a cura dott.ssa Luisa Zoni
specialista in scienza dell’alimentazione - AUSL Bologna