Nella nostra società, la figura del padre é innegabilmente cambiata. A volte, la figura dei “nuovi padri" di oggi è, purtroppo, legata all'evento separativo, e i "nuovi padri" sono anche padri separati.
Diversamente rispetto a un passato nemmeno troppo lontano, oggi i papà chiedono e pretendono (più che legittimamente...) di essere presenti e attivamente coinvolti nella vita quotidiana dei loro figli.
Ma questa richiesta - più che umana e ragionevole - si scontra, fondamentalmente, con due ostacoli.
Il primo é la rigidità di alcune madri che, per i più disparati motivi, si ritengono parte lesa nel rapporto di coppia con l'ex partner per cui, non fidandosi più di quest'ultimo come uomo, in una sorta di assimilazione del figlio a sé, non si fidano più di lui nemmeno come genitore e ostacolano, a volte del tutto inconsapevolmente, il rapporto padre/figlio.
Se questa difficoltà della madre nell'agevolare un rapporto padre/figlio può essere superata con un lavoro su di sé e un buon supporto a livello individuale, più grave é l'ostacolo rappresentato dal fatto che, a fronte di detto cambiamento, a non essere parallelamente cambiate siano le prassi adottate dai nostri Tribunali. A meno che, infatti, non ci sia un più che totale accordo tra le parti in via di separazione, i figli vengono prevalentemente collocati presso la madre e trascorrono con il padre due fine settimana alternati al mese. Ultimamente si é aggiunto, ma solo in alcuni casi, un pernotto infrasettimanale presso l'abitazione paterna (nella settimana in cui il padre non vede il figlio nel week end). Cosa sono 4/6 giorni in un mese??!
Davvero si riesce a essere dei bravi papà con un lasso di tempo così ristretto a propria disposizione?
Ecco allora che quasi tutti i papà cercano di far divertire i propri figli..... : in meno di 48 ore vorresti anche sgridarli e far fare loro i compiti?!?
Così, il ruolo di genitore "normante", quello che, in buona sostanza, da' ai figli le regole e le fa applicare, resta irrimediabilmente incollato alla madre e il padre si tramuta in quello del cosiddetto "papà fast food" ossia quello che ti fa divertire, ti compra quello che vuoi, NON ti sgrida, NON ti fa fare i compiti e ti porta a mangiare nei fast food tutti i (sacrosanti) week end in cui sei con lui, cosa che offre svariati vantaggi tra i quali il non perdere tempo a cucinare, l'economicità del pasto e il fatto che - diciamocelo - ai bambini piace....
La conseguenza? Una serie di mamme inviperite per il fatto che, agli occhi dei loro figli, sono diventate delle vere e proprie aguzzine rompiscatole, mentre i papà, con una manciata di ore divertenti, sono, comunque e nonostante tutto, riusciti a conquistarseli, questi figli...
Questi papà chiedono e pretendono più tempo da trascorrere coi propri figli per assumere un ruolo genitoriale più equilibrato: diamoglielo e ne potranno beneficiare tutti: figli, mamme e papà!
a cura dott.ssa Michela Foti
avvocato, mediatore familiare A.I.Me.F.