Nido sì… nido no?

Bene, le vacanze sono finite, si torna tutti a casa, si riorganizza la vita in vista dell’inizio di un nuovo anno.

E’ a questo punto che molti genitori di bimbi piccoli si rivolgono a noi Pediatri per il consiglio più richiesto in questo periodo: “dottore che devo fare per il mio piccolo di 10 mesi, io e mio marito lavoriamo, i nonni sarebbero disponibili ma si stancherebbero moltissimo, lei cosa ci consiglia, lo mandiamo al nido o è meglio di no?” 

Vorrei sciogliere il maggior numero di dubbi riportandovi il mio parere, supportato da recenti e validi studi: è indubbio che il piccolo al nido troverà una moltitudine di nuovi virus con cui dovrà confrontarsi nei primi mesi di asilo, febbre, naso gocciolante, tosse secca e grassa, tutto ciò andrà affrontato con serenità e…con l’aiuto questa volta indispensabile dei nonni, tenendo presente però quali sono gli aspetti positivi di questa scelta. Le ricerche disponibili (riporto dati tratti dal Congresso delle Società Europee di Pediatria di Glasgow) ci dicono infatti che la frequenza precoce al nido farà dei nostri piccoli degli invincibili eroi contro le future più comuni malattie dell’infanzia essendosi procurati un bagaglio di immunità naturale invidiabile. Ma non solo, dagli stessi studi risulta che anche contro malattie di gran lunga più gravi si creerà una maggiore protezione: per il tumore pediatrico più diffuso, la leucemia linfoblastica acuta, ad esempio, il rischio si riduce di un terzo se i bambini hanno frequentato precocemente il nido e lo stesso risultato vale per altre neoplasie studiate ma un beneficio ancor più rilevante si è riscontrato per l’asma, malattia che colpisce un bambino su tre fra i 6 ed i 14 anni, il cui rischio si dimezza nei piccoli che hanno frequentato il nido prima dell’anno. Altri risultati positivi ci sono per patologie di rilievo come il diabete tipo I con una riduzione della sua incidenza del 30-40% e per l’obesità infantile. 

Base scientifica di tutto è proprio il contatto precoce del sistema immunitario con tutti i numerosi agenti infettivi che circolano in un asilo. Allora, se consideriamo anche gli altri vantaggi: la precoce socializzazione, la migliore accettazione degli alimenti, l’affidarsi a persone diverse dai parenti, uniti all’indubbia facilitazione dell’organizzazione familiare e lavorativa per i genitori, mi pare di poter ribadire serenamente il mio consiglio: sgombriamo il campo una volta per tutte dai sensi di colpa e se serve ad aiutarvi il nido non è affatto un pericolo ma una utile scelta che vi permetterà di conservare la gran parte dei vostri impegni lavorativi e di prendervi cura dei vostri bimbi con maggiore attenzione e dedizione rendendo i momenti insieme ancora più belli ed indimenticabili, non è la quantità del tempo che dedicate ai vostri figli che conta ma la sua qualità, i vostri invincibili piccoli eroi ve lo dimostreranno! 

a cura dott.ssa Marina Ciampoli
ex responsabile unità pediatrica-nido  Ospedale Palestrina (RM)