Lo sapevate che 1 italiano su 100 è celiaco?

La celiachia è una delle intolleranze alimentari più diffuse, in crescente aumento. L’incidenza di questa intolleranza in Italia è stimata in un soggetto ogni 100 persone.

I celiaci, per evitare problemi di salute che possono diventare molto gravi, devono eliminare totalmente dalla loro dieta il glutine, una proteina che si trova in alcuni cereali, che non ha un alto valore nutrizionale ma che conferisce elasticità agli impasti.

L’esclusione dalla dieta del glutine è spesso vista in modo negativo, perché causa molte limitazioni culinarie soprattutto nel nostro Paese dove si consumano pasta e pane in abbondanza. Frumento, segale, orzo, kamut, farro, avena sono cereali di uso comune nell’alimentazione moderna che contegono glutine. Mentre i cereali che i celiaci possono assumere sono grano saraceno, amaranto, mais, miglio, quinoa, riso, soia. Consumare di più questi cereali aiuta il celiaco a evitare il rischio di esagerare con proteine e grassi e ad assumere pochi carboidrati complessi.

Come fu scoperta la celiachia?

Già dal I secolo d.C. si cominciò a parlare di celiachia come una malattia diarroica. Successivamente ci furono altri studi, ma si dovrà attendere la metà del XX secolo perché siano chiarite le cause della celiachia, malattia dovuta all’ingestione di proteine del grano che danneggiano la mucosa intestinale.

Alcuni studiosi sostengono che la celiachia comparve quando l’uomo sostituì la sua dieta, prevalentemente a base di carne e frutta secca, con una dieta a base di grano, orzo e frumenti. Inoltre, col passare del tempo, nell’agricoltura sono state selezionate le varietà di cereali con una maggior quantità di glutine. Gli studi sulle cause e la cura della celiachia sono progrediti negli ultimi decenni anche se sono ancora molti gli interrogativi senza risposta. .

Informazioni tratte da "I perché della celiachia" a cura di Ulrike Raiser e dal sito www.celiachia.it