Latte e formaggi? Si grazie, ma di mucche “A2”

Come spiega il dottor Woodford, insegnante presso l’Università Lincoln della Nuova Zelanda, il latte, oltre ad acqua, si compone di grasso, siero e solidi lattei (tra cui proteine, lattosio ed altri zuccheri). 

La beta-caseina è una proteina molto importante di cui esistono in natura due tipi, definite A1 e A2, le cui differenze dipendono dal patri- monio genetico delle mucche.

Il frammento di proteina A1 è nota come beta-casomorfina 7 (BMC7) e, essendo un oppioide, è grave- mente nocivo per l’organismo e sembra essere responsabile di nu- merose intolleranze al latte. Secon- do alcuni studi la BMC7 sarebbe la causa di diverse malattie autoimmunitarie e del diabete “giovanile”. 

La BCM7 sarebbe collegata a danni neurologici particolarmen- te evidenti in soggetti autistici e schizofrenici,  oltre  a  predisporre a dislessia o a disturbi dell’apprendimento. Ciò dipende dall’in- fiammazione dei vasi sanguigni danneggiati e può portare coin- volgimenti ubiquitari nell’organismo. E’ ben noto che soggetti che ingeriscono la BMC7 siano più predisposti ad accumulare muco denso ed annesse complicanze (quali rino-sinusiti, bronchiti, tosse, adenoiditi, ecc...) nelle mucose respiratorie. Ricercatori Neozelandesi dimostrerebbero che il latte umano contiene meno dell’1% di BMC7 rispetto al latte di una mucca di “tipoA1”. In soggetti sani questa proteina, una volta ingerita, non dovrebbe riuscire ad attraversare la mucosa intestinale ma, in seguito alla presenza di disbiosi e/o di malattie che vanno ad alterare la normale permeabilità delle pareti, le sue molecole vanno a confluire nel torrente circolatorio, innescando i problemi prima citati. I neonati sono particolarmente suscettibili alla BMC7 in quanto il loro delicato intestino è più permeabile alle grosse molecole proteiche: ciò agevola l’assorbimento del colesterolo materno, importantissimo per la loro crescita. La BMC7 riduce la normale motilità intestinale, provocando stipsi e quadri di malassorbimento causati dal danno della mucosa stessa, facilitando l’insorgenza di varie in- tolleranze, prima fra tutte quella al lattosio. Si consiglia così alle mamme di prolungare il più possibile l’allattamento o, al massimo, di utilizza- re il latte di mucca A2. 

Non è ancora certo se la BMC7 rappresenti un problema nei latticini, ma in Francia e Nuova Zelanda si producono formaggi con latte di mucche A2. Tuttavia un soggetto sano, con la mucosa intestinale integra, che segue una dieta varia ed equilibrata, non assorbe significative quantità di BMC7. Quindi una cura attenta del proprio intestino è basilare. E’ importante fare largo uso di probiotici e prebiotici per mantenere un’equilibrata eubiosi intestinale e consumare moderatamente qualsiasi cibo, in particolare i latticini.•

a cura dott. Mauro Stegagno
medico chirurgo, specialista in Cardiologia e Medicina Interna,
esperto in Omotossicologia,  Agopuntura, Kinesiologia