La natura ci cura… prendiamocene cura !!!

LA MAGIA DELLA NASCITA...l’impegno della cura, la soddisfazione di veder crescere una piantina dalle proprie mani…

Basterebbe questo per spiegare il perché dell’importanza di coltivare un orto insieme ai bambini, ma le ragioni sono molte di più.

E’ il modo più semplice per avvicinare i piccoli alla natura e alla sensibilità ecologica, ma non solo… altrettanto importante è lo sviluppo della responsabilità: il seme si schiude, cresce e dà frutto solo attraverso tre ingredienti fondamentali: la cura, la pazienza e la costanza. Quale miglior insegnamento per un bambino che si affaccia alla vita? Senza contare che sarà molto più facile fargli mangiare le verdure che da solo ha coltivato… e quanto vale infine, la capacità di trasferire, fin da piccoli, questa passione per la terra?

LA FORZA DELL’ORTO come strumento didattico, che non a caso si sta diffondendo in molte scuole italiane, aiuta a scoprire il ciclo della vita e i bambini, in generale, diventano più coordinati, più intelligenti e più felici. E sicuramente diventeranno più rispettosi dell’ambiente.

L’orto insegna ai bambini l’educazione ambientale e alimentare e, al tempo stesso, multidisciplinare.

UN’AVVENTURA STRAORDINARIA A COSTO ZERO! La stragrande maggioranza di questi valori possiamo rafforzarli noi genitori, anche se a scuola i nostri figli non hanno l’orto didattico. Possiamo coinvolgerli nella cura di un orto casalingo… quale modo più originale per passare del tempo con loro?

Coltivare l’orto con i bambini è il modo più naturale di stare in contatto con loro e con noi stessi. Un incontro con la natura che ci fa scoprire il rispetto di tutto quello che in essa esiste. E ci aiuterà a capire nel profondo che siamo ciò che mangiamo e che, se curiamo la natura, la natura curerà noi regalandoci una qualità di vita migliore, una migliore salute e longevità e un benessere diffuso.

Per un bambino, coltivare l’orto è un’avventura più appassionante di un videogioco!

Per curare l’orto insieme ai nostri figli ci basterà predisporre un angolo sul balcone dove far crescere le piante: dalle erbe aromatiche ai piccoli ortaggi, fino ai frutti di bosco. Se non lo abbiamo, possiamo andare a cercarlo nella nostra città, attraverso molti gruppi nati negli ultimi anni, che stanno moltiplicando l’esperienza degli orti in città. Iniziamo da un piccolo orto, definendo bene gli spazi, in modo che siano facilmente accessibili ai bambini. Realizziamo insieme a loro delle etichette per indicare che cosa avete seminato nei vasi o nei diversi punti del terreno.

Se non sanno scrivere, potranno fare dei disegni e colorarli. Ricordiamoci di lasciare un angolino tutto per loro, in modo che possano avere il loro piccolo spazio riservato, dove seminare e piantare quello che vogliono coltivare. Lasciamoglielo anche personalizzare, facendogli colorare e poi disporre i vasi nell’ordine che preferiscono e perché no, stimoliamo la loro fantasia, proponendo ai bimbi di realizzare uno spaventapasseri con le loro mani.

L’orto didattico stimola il senso di responsabilità individuale (ogni alunno deve prendersi cura delle piantine affidate alle sue cure), responsabilità verso il prossimo (nell’orto si lavora insieme e ci si aiuta) e responsabilità verso l’ambiente. La coltivazione di ortofrutta favorisce nei bambini l’acquisizione di valori importanti come il rispetto delle regole, la capacità di relazionarsi con gli altri, il lavoro di gruppo e a facilitare la comprensione di concetti piuttosto complessi per i bambini, come la tutela ambientale, la biodiversità, gli ecosistemi.

I bambini vivono la coltivazione dell’orto come un gioco, ma imparano valori importanti come il “prendersi cura”, il senso di responsabilità, il lavoro di gruppo e la collaborazione, la tutela dell’ambiente e il rispetto per la natura e i suoi ritmi. Senza considerare che è una vera e propria “aula a cielo aperto”, perché coltivare frutta e verdura è un’attività che implica non solo l’insegnamento di nozioni di matematica, chimica, fisica e biologia, ma anche italiano (si impara un linguaggio tecnico e termini che non sono di uso corrente), geografia (da dove vengono le piante? Come sono arrivate in Italia?) e storia (le piante sono italiane/europee o provengono da altri Paesi/Continenti? In che epoca sono state introdotte in Europa? Molte piante sono protagoniste di cambiamenti epocali, ad esempio pomodori, patate, cacao...).

IL METODO UTILIZZATO È IL GIOCO:

se tutti i bambini si prendono cura delle piantine rispettando le regole e i tempi della natura, allora al tempo giusto tutti possono raccogliere e mangiare i frutti. Ma, attraverso il gioco, si hanno ricadute positive sull’educazione alimentare e sull’abitudine a mangiare cibo sano e di stagione, perché i ragazzi imparano che per ottenere frutta e verdura ci vogliono tempo, pazienza, conoscenze e rispetto per la natura e i suoi ritmi. Una delle principali finalità dell’orto scolastico, infine, è quella di promuovere nei ragazzi una coscienza ambientale profonda. I bambini che vivono la coltivazione del cibo sviluppano, indirettamente, la consapevolezza che esiste una profonda interdipendenza tra uomo e natura. E ciò permetterà loro, un domani, di essere cittadini dotati di una forte sensibilità ambientale e, quindi, responsabili dell’ambiente in cui vivranno e cittadini attivi all’interno delle proprie comunità.

Sarà molto importante mettere tutto alla loro altezza e alla loro portata, in modo che possano annaffiare e curare le piante senza problemi e con i giusti attrezzi. E per gli attrezzi? Facciamo adoperare loro la paletta, l’innaffiatoio e il secchiello che usano d’estate in spiaggia per creare i castelli di sabbia…

quando avranno finito di lavorare, saranno i bimbi stessi a mettere tutto in ordine! Per facilitare questo risultato, possiamo creare una cassetta speciale, dedicata proprio a questo scopo: saranno loro i responsabili dei propri attrezzi. Vestiamoli con capi comodi delle passate stagioni, in modo che si possano sentire liberi di lavorare e sporcarsi con la terra.

I bimbi non dovranno fare lavori pesanti, ma potranno aiutare nei compiti più semplici, come controllare se le piantine stanno bene, annaffiarle, raccogliere gli ortaggi e i piccoli frutti, oppure togliere le erbacce e le foglie secche dalle piante. Piccole ma importanti mansioni che li aiuteranno a responsabilizzarsi e che daranno loro l’opportunità di conoscere e scoprire da vicino i ritmi della natura. Coltivando l’orto i bambini possono seguire lo sviluppo della vita dal seme fino al frutto ed essere premiati con un cibo che hanno prodotto con le loro manine. Sarà un’esperienza straordinaria anche per noi genitori riuscire a condividere con i nostri figli un’esperienza unica, senza effetti speciali né costosi viaggi esotici, avere l’occasione di conoscere meglio i nostri figli e comunicare con loro con un ritmo naturale e lontano dallo stress... possiamo cominciare subito, approfittando delle vacanze pasquali, è il momento ideale!

Ci sono milioni di motivi per farlo...

Fare un orto con i bambini? Certo, perché è divertente. Perché vedranno con i loro occhi i ritmi delle stagioni. Perché c’è speranza che mangino più verdure. Perché saremo noi ad imparare da loro.

Ecco alcuni consigli per realizzarlo...

TANTI GUSTI: scegliete insieme gli ortaggi da coltivare. Meglio avere la varietà che aiuterà i bambini a fare confronti e scoprire sapori. Non dimenticate erbe aromatiche e frutta (anche in vaso è possibile!). Date precedenza alle verdure suggerite dai bambini, ma non escludete le altre. Se odiano il cavolo, sicuramente non hanno mangiato TUTTE le sue varietà, vale la pena coltivarne almeno una che non conoscono.

IN TUTTE LE STAGIONI: organizzate l’orto usando sia i semi che le piantine, mettete le verdure a scalare, e ricordate che l’orto non è mai deserto, anche quando è molto freddo è possibile seminare qualcosa.

ANCHE L’OCCHIO VUOLE LA SUA PARTE: una fila di vasi monocolore o un solco nel terreno non sono troppo attrattivi. In attesa di fioriture e produzioni rigogliose, scatenate la fantasia dei bambini: colorate i vasi, fabbricate spaventapasseri, infilate nel terreno girandole variopinte e seminate come spargerebbe i semi il vento in natura… disordinato e misto, così che le radici delle piantine potranno aiutarsi a vicenda!

C’E’ BISOGNO DI DIRLO? Sfruttiamo internet e le opportunità che la rete offre… avremo tutti i consigli che ci servono e potremo tenere anche il diario delle nostre coltivazioni!

A PORTATA DI MANO: l’orto deve essere il più possibile vicino e accessibile. Meglio pochi vasi sul balcone che un bellissimo appezzamento di terreno nella casa in campagna.

CACCA DI LOMBRICO & CO... Perché comprare flaconi o granuli di fertilizzanti che possono essere nocivi quando possiamo usare con risultati migliori l’humus anche detto simpaticamente “cacca di lombrico”?

NON TIRIAMOCI LA ZAPPA SUI PIEDI! Gli attrezzi dovranno essere su misura e ovviamente non pericolosi. Responsabilizzate i bambini, spiegate loro cosa possono fare e cosa non devono fare e che dovranno essere loro a tenere in ordine.

E SE QUALCOSA VA STORTO? I semi non sono germogliati? La stagione ha rovinato il raccolto? Qualche malattia ha attaccato le nostre piantine? L’importante è far capire a bambini che non sono insuccessi, e che dobbiamo imparare dai nostri sbagli, se abbiamo fatto degli errori. Che bell’insegnamento!

LASCIAMOLI FARE! Non sono i nostri braccianti, non sono lì per obbedire ai nostri comandi. Questo è il LORO orto, lasciamoli liberi, anche di sbagliare e di IMPARARE dai loro errori!

IN CUCINA: prima di arrivare sulla nostra tavola gli ortaggi devono passare dalla cucina ed è proprio qui che possiamo coinvolgere i bambini, nella pulizia e preparazione del raccolto. Cucinare insieme stimola la loro curiosità ed è un altro passo avanti per abituarli ad apprezzare i sapori delle verdure. Ricordiamoci che noi siamo quello che mangiamo!

a cura della redazione 
in collaborazione con i nostri esperti dell'infanzia