i consigli per l’estate della dermatologa ANT: “il sole è un grande amico se la pelle è protetta”!

Le vacanze estive sono il momento più atteso dell’anno e, con il suo carico di vitamina D, il sole può trasformarsi in un grande alleato della nostra salute e di quella dei nostri figli.

Meglio allora non sciupare questo periodo magico per il miglioramento del tono muscolare e dell’umore a causa di distrazioni o comportamenti scorretti. Di prevenzione e buone abitudini parliamo con Margherita Bentivogli, dermatologa impegnata da anni nel “Progetto Melanoma Ant”, visite dermatologiche gratuite offerte alla cittadinanza, e nei percorsi di educazione ai corretti stili di vita che la Fondazione Ant svolge nelle scuole. Bentivogli ci indica la strada da percorrere al mare e in montagna per proteggere i nostri bambini.

Dottoressa, quali sono le regole per godere dei benefici del sole? «Innanzitutto, il buon senso del rispetto degli orari. È necessario evitare l’esposizione al sole nelle ore centrali della giornata, dalle 11.30/12 fino alle 16. In quella fascia oraria nemmeno gli adulti dovrebbero farlo. Al contrario di ciò che si pensa comunemente, in quegli orari, anche sotto l’ombrellone, dove passa il 70 % della radiazione ultravioletta, si corre il rischio di ustionarsi. Altro mito da sfatare è che in montagna non serve proteggersi: anche se non si è in costume è bene spalmarsi di crema sulle parti del corpo scoperte e munirsi di copricapo. Più si è in alto e più la vicinanza al sole è nociva. Se poi si è senza capelli, l’ideale sarebbe mettersi la crema solare in testa tutto l’anno».Qual è la protezione giusta per i nostri figli? «Nella prima settimana di esposizione al sole è bene prediligere una protezione solare 50+. Tale consiglio vale per tutti i fototipi, adulti e bambini. Solo gli adulti con una pelle già scura possono permettersi una protezione più bassa, ma mai inferiore a 20/30. Solo così, pur favorendo l’abbronzatura, si possono evitare le scottature e, alla lunga, il pericolo che un neo a rischio si modifichi o l’insorgere di un melanoma».

Come scegliere la crema più adatta e con che frequenza applicarla?

«La protezione andrebbe applicata almeno ogni due ore, anche se resistente all’acqua. Quanto al prodotto da scegliere, è sempre meglio rifornirsi in farmacia e scegliere una crema scientificamente testata, anallergica e con schermi fisici a base di biossido di zinco e titanio. L’effetto “bianchino” sulla pelle è da preferire agli olii, da mettere rigorosamente al bando. Per i bambini, è sempre meglio scegliere le linee di prodotto pensate appositamente per loro e che garantiscono anche il fattore idratazione. Per evitare un’eccessiva secchezza del derma docce frequenti e doposole».

Cosa si rischia evitando tali accorgimenti? «L’esposizione libera al sole, oltre ad essere il più importante fattore di invecchiamento cutaneo, favorisce la comparsa di tumori della cute come i carcinomi, che sono particolarmente frequenti tra persone che hanno passato anni e anni sotto il sole (la cosiddetta memoria del danno della pelle). I fototipi chiari sono più a rischio, ma anche le popolazioni mediterranee, con capelli e pelle scura, non sono immuni e debbono proteggersi».

L’alimentazione può contribuire a proteggere la pelle? «Certo. È necessario bere molto, almeno un litro d’acqua al giorno e assumere cibi a base di carotenoidi. Vi sono poi in commercio integratori solari adatti anche ai bambini che contengono una molecola importantissima che ormai ha soppiantato il betacarotene: il polypodium leucotomos. Questo principio attivo è consigliato per prevenire i tumori e a chi soffre di eritemi, ha il fototipo molto chiaro o una pelle piena di nei. Ha il potere di riparare i tessuti e il dna di chi ha preso troppo sole. La somministrazione va iniziata una decina di giorni prima dell’estate e proseguita per tutto il periodo. Infine, l’idratazione: non basta bere, serve anche idratare la pelle con creme di qualità e assumere ciclicamente vitamina D»

a cura dott.ssa Margherita Bentivogli
dermatologa ANT intervistata da Alessandra Testa
giornalista, direttrice responsabile Rivista