«Ho avuto un grandissimo maestro, il maggiore rappresentante della psichiatria italiana del Novecento e artefice della chiusura dei manicomi»
Torinese, classe 1951, in tanti anni di collaborazione con Genitori, questa è la chiacchierata che mancava: il farlo parlare un po' di sé, invece che occuparsi degli altri. Professore, qual era il suo sogno da bambino? «Da bambino,
volevo divertirmi. Stavo bene, vivevo in una bella famiglia, dove non c'erano contrasti e ci si voleva bene. Avevo un fratello grande con cui mi piaceva giocare a pallone. Non ho avuto bisogno di esprimere grossi desideri. A volte i bambini sognano per scappare idealmente in un altrove».
Quando ha compreso che il suo percorso sarebbe stato la psichiatria?
«Al liceo quando cominciai a pensare di iscrivermi a Medicina. Appena iniziai a frequentarla ho capito che mi interessava avvicinarmi alle persone più che ai corpi. La mia prima esperienza lavorativa, dopo la laurea, è stata all'Ospedale psichiatrico di Arezzo. Parallelamente, mi sono iscritto alla facoltà di Sociologia di Urbino. Poi ho preso la specializzazione in psichiatria».
La svolta sono sono stati, dunque, gli anni di Arezzo?
«Sì, un'esperienza bellissima, totale. Da uomo del Nord, immerso nella natura collinare e nell'arte, ho trovato Arezzo una città magnifica. A quell'epoca, il luogo in cui lavoravo era una delle realtà più note al mondo per lo studio della salute mentale, un porto di mare, una vera comunità, un modello in cui arrivavano a studiare da mezza Europa»...
Chi è stato, se lo ha avuto, il suo mentore?
«Il mio maestro è Franco Basaglia. Iniziammo a frequentarci, a progettare e prefigurare il mondo proprio ad Arezzo. Poi fui chiamato come consulente dall'Organizzazione mondiale della salute e viaggiai molto, collaborando anche con la Comunità europea sui diritti dei malati di mente. Quando sono tornato, Basaglia stava partendo da Trieste per andare a Roma. Mi chiese di seguirlo. Purtroppo è durato troppo poco: neanche un anno dopo, Franco morì. Il nostro rapporto fu intenso, intensissimo. Avere un maestro, come lui per giunta, è una delle fortune più grandi che possono capitare nella vita».
Una densa attività letteraria e una costante presenza mediatica sono due aspetti rilevanti della sua carriera. Come li vive?
«Scrivere mi piace molto. La genesi del primo libro è del 1978: si intitolava Ipotesi di pericolositàe si occupava della supposta pericolosità dei malati di mente per dimostrare che sono molto più pericolosi i cosiddetti normali. La presenza mediatica e nelle conferenze, invece, l'ho sempre vissuta come un privilegio. In principio, è stato un esercizio utile per imparare a parlare con parole semplici alla gente. Usare un linguaggio troppo forbito rischia di creare un divario fra te e gli altri. Anche per questo non dico quasi mai di "no" quando mi si chiede un commento. L'aspetto meramente criminologico, anche di grandi casi di cronaca nera come Cogne o Novi Ligure, non mi è mai interessato. Dietro a un piccolo fatto locale si può scorgere la metafora universale. Mi interessa rispondere al "perché" una madre arriva a uccidere un figlio e non al "come" lo fa»...
E perché lo fa?
«Perché esistono anche i malvagi».
Cosa la preoccupa di più dell'oggi?
«La distanza fra chi governa e chi vive. Se chi governa vivesse veramente la quotidianità saprebbe ascoltare, e faccio solo un esempio, il disagio crescente vissuto da questa gioventù allo sbando dopo un anno senza scuola».
Il nuovo saggio "La fragilità del bene" (Einaudi) è una carezza per questo difficile momento?
«É il reprint di tre saggi già scritti. Ora riflettere sulle parole "amore", "amicizia" e "felicità" può essere utile. Essere felici può accadere più spesso di quanto immaginiamo, dobbiamo solo lasciare che accada. Seguire le passioni è la vera chiave "passepartout"».
intervista di Alessandra Testa
giornalista, direttrice responsabile Genitori
?
VUOI APPROFONDIRE❓
?SFOGLIA L’ANTEPRIMA della rivista che parla di questi argomenti e PRENOTA la tua copia della rivista Etica “Genitori”: puoi riceverla a casa con una donazione minima di € 10
?
TI E’ PIACIUTO L’ARTICOLO?
Lascia un ✨MI PIACE✨ alla nostra pagina Facebook e unisciti alla Comunità di Bambini e Genitori ‼️