Facendo esperienza è più bello imparare!!!

Tutti i genitori si sforzano di dare ogni giorno il meglio ai propri figli. Molti si prendono cura di ogni dettaglio,

allacciando loro le scarpe, mettendo in ordine i giocattoli, preparando lo zaino per la scuola, pettinandoli o vestendoli prima di uscire...

Ogni gesto di noi genitori ha un obiettivo e un punto di equilibrio. Prima o poi, però, arriva il momento in cui i nostri figli devono fare il grande passo: smettere di essere bebè per diventare bambini. Per questo, non c’è niente di meglio che mettere in chiaro le cose fin dall’inizio: crescere ed essere indipendenti implica essere responsabilima per essere responsabili bisogna dimostrare ciò che si è capaci di fare.

Questo li fa sentire sicuri di sé e la grande magia in questo processo è che, a poco a poco, smettono di cercare la nostra approvazione per ogni cosa che fanno e cominciano ad essere indipendenti…

Non parliamo di quell’indipendenza dove un bambino di 6 anni si comporta come uno di 10, ciò che vogliamo è che per ogni fascia d’età, ci siano l’autonomia e responsabilità corrispondenti: raggiungere questi obiettivi è una sfida, ma in questo modo possiamo crescere con loro come madri e padri.

Noi come adulti siamo le guide, coloro che sono in grado di far scoprire ai bambini tutto ciò di cui sono capaci e ogni bambino ha i propri tempi e le proprie necessità. È necessario, quindi, di essere rispettosi ed intuitivi per far sì che lo sviluppo sia armonioso e, soprattutto, felice.

Educare e crescere i bambini è un’avventura che bisogna affrontare giorno dopo giorno con pazienza, dedizione e amore. Non dobbiamo aver paura di sbagliare: nessuno è perfetto quando si danno consigli o quando bisogna fare da esempio. La cosa più importante è che i nostri bambini sappiano sempre di avere il nostro affetto e, indipendentemente da cosa faranno, il nostro appoggio.

Ecco che l’importanza del fare diventa in questo processo di crescita un vero e proprio pilastro fondante. È con il lavoro manuale e con la pratica dell’esperienza che si comprende il valore delle cose e si acquisisce l’autonomia, la capacità (creando e disfando), di fare da sé e di non dipendere dagli altri per superare ostacoli o immaginare soluzioni.

La grande Maria Montessori sosteneva che attraverso l’uso delle mani i bambini perfezionano i loro movimenti, sperimentano la gioia di creare e sono stimolati intellettivamente alla conoscenza dei principi della tecnica.

Anche per questo, è fondamentale fornire ai bambini buoni strumenti da utilizzare e materiali che possano manipolare facilmente, a seconda del grado di consapevolezza delle proprie capacità.

Un esempio su tutti: è inutile dar loro un paio di forbici, se quelle forbici non sono in grado di tagliare adeguatamente. Per lo stesso motivo, l’ambiente in cui un bambino si muove deve essere adatto e accogliente. Un bambino di 6 anni può trascorrere anche molte ore a far finta di essere un falegname, ma martellare ripetutamente su un asse non potrà bastargli: desidererà fare qualcosa, ottenere un risultato, vedere il prodotto della propria fatica. Assumono allora un valore incommensurabile i laboratori didattici che oggi, sempre più frequentemente, arricchiscono la programmazione scolastica dei nostri figli.

Già dai primi anni della scuola dell’infanzia, è fondamentale coinvolgere i bambini in attività che stimolino la partecipazione, la concentrazione, lo scambio di competenze fra pari e il senso di responsabilità dei bambini. La partecipazione, insieme ad altri, ad un laboratorio significa imparare facendo esperienza e acquisire, senza nemmeno accorgersene, capacità indispensabili come il saper convivere con gli altri, rispettare le regole e raggiungere quell’autonomia nelle attività di vita quotidiana che saranno indispensabili per una crescita serena.

Anche a casa possiamo rafforzare questo processo naturale dei nostri figli in un modo molto semplice e pratico rendendoli partecipi della vita familiare, facendoci aiutare nelle faccende domestiche e facendo percepire che anche loro fanno parte integrante della famiglia e della casa. All’interno della famiglia, proprio come in una squadra vincente, ognuno ha delle responsabilità commisurate alla propria età per contribuire a rendere serena la vita di tutti i suoi componenti.

Questo stimola la fiducia in sé stessi:

il fatto che noi genitori chiediamo ai nostri figli di partecipare allo svolgimento delle faccende domestiche rappresenterà molto per loro. I piccoli lo percepiranno come un gran gesto di fiducia e si sentiranno valorizzati, acquisendo quella sicurezza in sé stessi e quell’autostima necessarie per diventare adulti autonomi e indipendenti.

Infine, ma non per questo meno importante, dobbiamo renderci conto che non tutti i bambini maturano allo stesso modo. Pertanto, dobbiamo prestare molta attenzione e non dare ai bambini delle responsabilità che non sono in grado di assumersi.

Non dobbiamo forzarli. Per esempio, se un bambino di 8 anni è molto distratto, inquieto e poco concentrato, non possiamo chiedergli di prepararsi ogni giorno il proprio spuntino per la scuola. La cosa più probabile è che se ne dimentichi.

Dovremmo supervisionarlo, però facendolo in modo discreto e affettuoso e lavorando sul rinforzo positivo… In questo caso potremo dirgli che se anche oggi si è dimenticato lo spuntino siamo sicuri che domani se lo ricorderà perché abbiamo fiducia in lui visto che è oramai già grande. A poco a poco, giorno per giorno, attraverso questo rinforzo positivo riuscirà a maturare diventando responsabile e ad ottenere molte più cose di quando continuiamo noi adulti a mettergli lo spuntino nello zaino.

Basterà il disagio e la frustrazione di aver dimenticato lo spuntino restando a stomaco vuoto per aiutarlo a prendere responsabilità delle proprie azioni e agire di conseguenza senza più dimenticarsene.

Se vuoi un bambino felice devi offrirgli indipendenza e autonomia.

Sappiamo purtroppo che, spesso, la parola “autonomia” può essere per molti genitori un problema.

Questo significa che devo concedergli la libertà che lui vuole?, è la domanda che angoscia qualcuno di noi. Assolutamente sì: si tratta di avere fiducia nei nostri figli e di permetter loro di crescere in base all’età ed alle caratteristiche personali.

In base a questa fiducia che noi genitori gli accordiamo, il bambino guadagnerà più indipendenza e sicurezza in sé stesso.

mamma, papà, aiutatemi a fare da me”

Faccio da me”: bambini di 2 - 3 anni In questo momento speciale i bambini sono al massimo potenziale di apprendimento e sono più ricettivi, quindi noi come genitori, disponiamo delle migliori opportunità per orientarli dando loro le prime responsabilità.

Responsabilità che, ovviamente, dovranno essere supervisionate da noi.

Possono iniziare a vestirsi da soli, imparare a riporre i propri giocattoli, ad apparecchiare la tavola, a prendersi cura delle loro cose facendo attenzione che non si rompano.

Faccio da me”: bambini di 4 - 6 anni Dipendentemente dalle loro caratteristiche personali, possono e devono avere la possibilità di fare molte cose: possiamo mettete in bagno un piccolo sgabello, in modo che possa iniziare a pettinarsi da solo, a lavarsi i denti, le mani… anche cominciando sottoforma di gioco. E se le prime volte non lo farà con la precisione di noi adulti va stimolato a farlo sempre meglio attraverso rinforzi positivi del tipo “oggi l’hai fatto bene! Domani giochiamo a farlo ancora meglio perché sei un giorno più grande e quindi più capace di oggi!”

Faccio da me”: bambini di 7 - 8 anni a questa età il bambino sperimenta il momento evolutivo più importante della sua vita. Adesso dobbiamo stabilire la sua autostima, le radici della sua identità e, prima di tutto, questa visione dell’autoefficacia che è tanto importante, perché con essa può continuare a crescere sentendosi capace, utile ed indipendente.

A questa età può fare molte cose, tuttavia, a volte crederà di poter fare di più di quanto possiamo permettergli quindi è necessario dargli le ali, ma anche buoni consigli.

Perché un bambino si senta autonomo e per promuovere ulteriormente la sua indipendenza, è essenziale dargli un rinforzo positivo.

La carica emotiva positiva è un alimento che lo farà crescere felice e sicuro.

Prima di chiedere ai nostri figli di aiutarci in un lavoro domestico, è importante che gli spieghiamo e gli facciamo vedere come si fa: insegnargli noi stessi è il modo migliore perchè possa imparare dall’esempio.

E in questo modo eviteremo al piccolo di sentirsi frustrato per non saper fare ciò che gli stiamo chiedendo.

Vediamo, in base all’età, le attività più adatte a loro Ecco alcune delle attività per le quali i nostri figli possono essere preparati in ogni momento del loro sviluppo. Ovviamente, prima di metterle in pratica dovrai valutare se si adatti al livello di tuo figlio, in quando ogni bambino cresce con un ritmo diverso… ma non aver paura di osare!

2-3 anni. Già può cominciare a riordinare i propri giocattoli, a mangiare da solo, a buttare le cose nella spazzatura, ad annaffiare le piante ed a portare i suoi vestiti nella propria stanza.

4-5 anni. Può vestirsi da solo, andare in bagno da solo, apparecchiare la tavola, dare da mangiare all’animale domestico e lavare i piatti sotto la supervisione di qualcuno.

6-7 anni. Può rifare il letto, organizzare la sua scrivania, preparare il proprio zaino, passare l’aspirapolvere e spolverare i mobili. A questa età può e deve essere pienamente responsabile delle proprie cose, anche e soprattutto quelle di scuola. Noi genitori dobbiamo dimostrargli che abbiamo fiducia in lui con piccoli gesti quotidiani: cominciamo a dargli fiducia con il fargli portare il proprio zaino di scuola cosi da diventarne responsabile e non dimenticarlo ovunque, o dall’evitare di controllare eccessivamente se ha scritto sul diario ed effettivamente eseguito tutti i compiti, così che se dovesse accadere una dimenticanza la maestra abbia l’opportunità di renderlo responsabile attraverso la segnalazione ai genitori di quanto accaduto. In questo modo nell’emotività del bambino questa esperienza potrà lasciare il giusto segno perché ne diventi responsabile e non se ne dimentichi più.

8-9 anni. Può lavarsi da solo, lavare i pavimenti, prendersi cura dell’animale domestico, preparare la colazione o cucinare dei piatti semplici sotto la supervisione di qualcuno.

10-11 anni. Può pulire la propria stanza, portare a spasso il cane, pulire il giardino, stendere la biancheria e prendersi cura di un fratellino.

12+ anni. Può portare fuori la spazzatura, fare la spesa, pulire la cristalleria e cucire un bottone.

ecco la chiave per coinvolgerlo Armiamoci di pazienza: per quanto nostro figlio possa rifare bene il letto è probabile che non lo faccia bene come lo faremmo noi, forse perché non presta le dovute attenzioni o, forse, perché non ha ancora sviluppato le abilità che questo compito richiede. In qualsiasi caso è importante non sgridarlo per aver fatto male ciò che gli è stato chiesto, al contrario, dopo aver riconosciuto i suoi sforzi possiamo insegnargli a perfezionarsi.... bisogna considerare che anche se il compito non è stato portato a termine tanto bene come pensavamo, nostro figlio ha dato il meglio di sé e criticarlo non farà altro che abbassare la sua autostima.

a cura della Redazione
in collaborazione con i propri esperti dell’infanzia