La Vitamina D si presenta in due forme chimiche Vitamina D3 o colecalciferolo che si produce naturalmente negli uomini e negli animali, specialmente nel pesce, e viene immagazzinata nel fegato.
Sotto l’influenza dei raggi solari, viene sintetizzata nello strato superficiale della pelle, a partire da un derivato del colesterolo (il 7-deidrocolesterolo) Vitamina D2 o ergocalciferolo, che viene ricavata artificialmente in laboratorio ed è usata per arricchire i cibi di vitamina D.
In natura, è contenuta in quantità ridotte in alcuni alimenti quali i pesci grassi, le aringhe, gli sgombri, le sardine, il tonno, ma la maggior parte della vitamina D che circola nel sangue è però sintetizzata nella nostra pelle quando questa è esposta al sole.
E’ sorprendente la rapidità con la quale la luce solare induce all’assimilazione di vitamina D: con soli 6 giorni di esposizione occasionale, il sole può compensare ben 49 giorni di non esposizione, infatti durante i periodi di esposizione, la vitamina D viene immagazzinata nel fegato per poi essere gradatamente rilasciata nel periodo di non esposizione.
La più risaputa e principale funzione biologica della vitamina D è mantenere normali i livelli di calcio e fosforo nel sangue e favorisce l’assorbimento del calcio contribuendo a formare e mantenere le ossa forti. Ma dagli ultimi studi sono emerse molte più funzioni biologiche come ad esempio si è rilevato che nei bambini in età scolare, l’assunzione di questa vitamina riduce le probabilità di contrarre malattie ed influenze stagionali, motivo per cui la miglior prevenzione per i malanni invernali è di tenere i bimbi all’aria aperta il più possibile.
La carenza di vitamina D è più comune di quanto ci si potrebbe aspettare. Le persone che non ricevono abbastanza luce solare, sono particolarmente a rischio. Questo si verifica anche in zone soleggiate, perché si rimane per molto tempo in casa o in ambienti comunque chiusi, o, anche quando ci si espone al sole, si ricorre all’utilizzo di creme solari quando non necessario. A tal proposito, ha una notevole importanza anche la scelta dei solari con cui proteggiamo i nostri piccoli.
Utilizzare sempre una protezione troppo alta può essere controproducente in termini di assorbimento di Vitamina D. Il mio consiglio è scegliere il fattore di protezione in base all’età del bimbo e al suo fototipo e di esporre i piccoli al sole nelle ore più sicure per non dover utilizzare fattori protettivi troppo alti, ma di fare scorta di Vitamina D facendo stare i nostri bimbi al sole almeno 15 minuti al giorno… e buona estate a tutti!
a cura dott.sse Loredana Raso e Nada Raspanti
erboriste fitoterapiche