“Analfabetismo emotivo” è una spiacevole definizione, ma racconta, purtroppo, uno spaccato della società in cui viviamo.
Avere un basso Quoziente Emotivo ha come conseguenza non solo disagi sociali, ma anche di relazione interpersonale, e incapacità di gestione delle proprie emozioni e dei comportamenti che ne derivano.
La battaglia da intraprendere è dunque quella dell’alfabetizzazione interiore, fin da bambini poichè è proprio l’intelligenza emotiva che ci permette di “accogliere ed esprimere un’emozione, di capirla e di regolarla” a seconda del contesto in cui ci troviamo, e allo stesso tempo ci permette di interpretare le emozioni altrui e comprendere come relazionarci in modo opportuno. Studi recenti hanno dimostrato che già il modo con cui una futura mamma interagisce con il nascituro, come gli parla, che musica ascolta, lasciano un segno nel cervello emotivo del piccolo e ne preparano la competenza emotiva.
Nei primi mesi di vita
del bambino, il comportamento degli adulti che si prendono cura di lui, costruisce le basi della competenza emotiva che svilupperà nell’arco dell’età evolutiva. Non sarà sempre facile essere genitori tranquilli, non ansiosi, capaci di interpretare e rispondere adeguatamente al pianto del neonato o al capriccio del bambino piccolo per riportarlo alla serenità. L’impegno costante aiuterà ad affrontare altre fasi critiche dello sviluppo emozionale, come i “terribili 2 anni” quando il bambino inizia ad auto determinare il proprio comportamento nello scontro diretto con i genitori.
Arriverà il “no”, quando unica risposta corretta è dimostrarsi genitori autorevoli, tranquilli, sicuri e soprattutto emotivamente ben regolati. Attraverseremo comunque altre fasi critiche - come la preadolescenza e l’adolescenza - che metteranno a dura prova l’auto controllo di ogni genitore. Ma non dobbiamo demordere: avere un figlio emotivamente educato vorrà dire avergli dato un’arma in più - e di sicura efficacia! - per affrontare con coraggio ed entusiasmo la vita e il mondo.
di Marina Ciampoli
ex responsabile unità pediatrica-nido Ospedale Palestrina (RM)