Dall’affidamento condiviso alla bigenitorialità grazie alla mediazione familiare

In caso di separazione e divorzio la Legge n. 54/2006 prevede si applichi prioritariamente l’affidamento condiviso, che pone entrambi i genitori su un piano di parità nella gestione dei figli riconoscendo il diritto di questi ultimi a godere di un rapporto continuativo ed  equilibrato  con  entrambe le figure genitoriali.

Questo è quello che ci dice la Legge sulla carta… ma cosa avviene nella realtà? 

In Italia, i figli di genitori separati trascorrono la loro quotidianità, nell’81,1% dei casi, con uno solo dei genitori (di solito la figura materna) e solo nel 18,9% con entrambi i genitori. Ciò ha portato molti a definire l’affidamento condiviso  “affidamento  esclusivo  travestito  da  affidamento  condiviso”. L’alto grado di conflittualità tra i genitori mina le concrete possibilità di suc- cesso dell’affidamento condiviso, che seppur (formalmente) dagli stessi concordato o seppur (formalmente) disposto dal Tribunale, non viene attuato. 

Come aiutare i genitori in fase di separazione ad orientarsi verso un vero affidamento condiviso e fare in modo che i figli possano godere realmente dei benefici della bigenitorialità? La Mediazione Familiare è un percorso al quale si può accedere rivolgendosi sia pubblicamente ai Centri per  le Famiglie, sia privatamente a Mediatori Familiari liberi professionisti.

Consta di più sedute che si svolgono alla presenza di un Mediatore equidistante dalle parti che, col proprio approccio empatico e attraverso un ascolto attivo, stimola i genitori a trovare da sé la soluzione migliore per riorganizzare  la famiglia. 

Attraverso una serie di tecniche, il Mediatore ripristina una comunicazione (evidentemente) interrotta, andando a smussare - normalizzando - l’ondata  di rabbia,  sofferenza  e rivendicazione  dalla quale  gli adulti in via di separazione si sentono, più che comprensibilmente, sopraffatti.

La Mediazione Familiare aiuta i genitori ad assumere ogni decisione in modo veloce ed equili- brato. Attraverso un buon percorso di Mediazione Familiare, i figli possono recuperare il ruolo di primaria importanza che deve spettare loro all’interno della famiglia. Come garantire ai propri figli di iniziare al meglio la scuola anche se i genitori sono separati?

I genitori dovranno aver concordato, prima dell’inizio dell’anno scolastico, la scuola che il figlio frequenterà e tutte le attività extrascolastiche com- prese quelle sportive. Le scelte dovranno essere condivise trovando il giu- sto equilibrio tra offerta formativa dell’istituto, costo  (se si tratta di istituto privato) e distanze rispetto alle abitazioni dei genitori. Gli sport verranno scelti dai genitori tenuto conto delle naturali inclinazioni del proprio figlio e delle proprie possibilità economiche (spesso ridotte in seguito alla separazione). Che fare in caso di disaccordo?

Secondo  l’art.  145  del  codice civile si può interpellare un Giudice   delegandogli  l’assunzione di scelte  di indirizzo familiare. Sarebbe, tuttavia, auspicabile che i genitori trovassero da sé una soluzione a tali questioni, sia perché non è detto che il provvedimento del Tribunale arrivi in tempo utile, ma soprattutto per il fatto che indiscutibilmente nessuno meglio di loro conosce i propri figli.  

L’A.I.Me.F. (Associazione Italiana Mediatori Familiari), riconosciuta dal Ministero Italiano dello Sviluppo Economico, garantisce il rispetto, da parte dei propri iscritti, degli standards qualitativi e professionali imposti dall’U- nione  Europea. Per  maggiori  informazioni e trovare  il  proprio  mediatore familiare di riferimento, consultare il sito www.aimef.it.

 

a cura dott.ssa Michela Foti
avvocato, mediatore familiare