Parliamo di quella “specie in via di apparizione” precocemente esposta alle nuove tecnologie, sono quei bambini e quei ragazzi che vivono in case in cui i media digitali sono sempre più presenti ed indispensabili
Hanno fin da piccolissimi nelle loro camerette consolle per videogiochi, computer, iPad, cellulari. È una generazione che a noi genitori e insegnanti, “immigrati digitali” che abbiamo dovuto cioè avvicinarci e imparare a volte faticosamente l’uso delle nuove tecnologie, fa un poco paura poiché non parliamo la stessa lingua, non capiamo i loro interessi, noi figli dei libri non sempre riusciamo a confrontarci con questi figli di internet.
Eppure poiché siamo noi gli adulti tocca a noi fare i primi passi per ritrovarci su un terreno comune di dialogo e comprensione e ancor di più dovremmo impegnarci se oltre che genitori siamo anche insegnati ed educatori.
Mettiamoci per un attimo nei panni dei nostri figli, come dice giustamente Paolo Ferri dell’Università Milano Bicocca: ogni mattina i nostri ragazzi escono di casa e intraprendono un viaggio a ritroso nel tempo: ...vanno a scuola! e si trovano proiettati in un mondo e in un’epoca a loro ignota, un mondo in cui si scrive su carta con obsolete penne a sfera, in cui adulti non sempre
empatici usano uno strano strumento chiamato gessetto per tracciare segni su un altro ancora più vecchio e malconcio arnese chiamato lavagna su cui poi alla fine, invece di schiacciare il tasto canc sono costretti ad adoperare addirittura un cancellino di feltro che ha l’età dei loro bisnonni.
E se la scuola cerca lentamente di introdurre nuovi metodi e strumenti per intercettare l’interesse dei giovani con classi informatizzate, dove ai libri di testo si sostituiscono gli iPad, lavagne digitali, programmi personalizzati e nuovi percorsi di studio, cosa possiamo fare noi genitori?
Intanto non lasciamoli troppo soli nel loro mondo virtuale questi nostri figli, spieghiamogli che, come nella vita reale, ci sono da una parte grandi opportunità dall’altra rischi e pericoli non sempre evidenti e se l’uso delle nuove tecnologie è per loro un grande privilegio, l’abuso porta innegabili svantaggi.
È importante e necessario che i genitori riescano al contempo a suscitare interesse ed entusiasmo anche per altre attività: lo sport, il gioco all’aperto, la scoperta della natura anche per ovviare ai problemi fisici e psichici che l’uso eccessivo delle tecnologie digitali comportano: disturbi muscolari e articolari, problemi di postura e sovrappeso, disturbi visivi e uditivi, irritabilità e isolamento e molto altro ancora. In ogni caso amiamo questi nostri nativi digitali anche quando ci guardano con sufficienza se non sappiamo cos’è WhatsApp, ricordiamoci che questo è e sarà il loro mondo.
a cura dott.ssa Marina Ciampoli
ex responsabile unità pediatrica-nido Ospedale Palestrina (RM)