Come possiamo vivere davvero l’esperienza della musica?

L’esperienza sonora è come una piattaforma multimediale che mette in relazione e “accende” connessioni nel nostro cervello, potenziando a livello cognitivo ed emozionale.

A volte le canzoni, con un titolo o con un verso, riescono a esprimere concetti complessi; è ciò che succede se abbiniamo la parola “musica” ai versi di G. Paoli “Quando sei qui con me questa stanza non ha più pareti…” La musica può trasportare adulti e bambini negli spazi infiniti della fantasia e, come le neuroscienze ci indicano, è un’esperienza che può potenziare sin dalla tenerissima età le capacità di apprendimento e di relazione; “Il cervello, alla nascita, è l’organo meno differenziato e le esperienze precoci indirizzano le connessioni fra neuroni”; per questo quando decidiamo di fare o ascoltare musica, se i protagonisti o i fruitori sono bambini, dovremmo scegliere il luogo e i mezzi senza sottovalutare alcuni importanti fattori:

La Luce nello spazio sonoro. L’oscurità può favorire stati d’animo che la musica riesce a esaltare, ma per una serena concentrazione i bambini hanno bisogno di ambienti luminosi e, potendo scegliere, di una diffusa luce naturale.

I Colori nello spazio sonoro. In genere i bambini amano i colori vivaci, ma sono i colori chiari e tenui (pastello) che conducono i bambini alla tranquillità d’animo e alla concentrazione, elementi necessari alla pratica e all’ascolto della musica. Il bianco merita una considerazione particolare: è un colore che può lasciare indifferente la sensibilità di un bambino, ma con la guida consapevole di un genitore o di un educatore può diventare la pagina bianca che accoglie tutte le sfumature della sua creatività.

Gli arredi nello spazio sonoro. Il senso dell’udito dei bambini è molto sensibile a tutte le frequenze sonore e per questa ragione le esperienze musicali dovrebbero essere vissute nei modi più opportuni consentendo un ascolto piacevole. Attenzione perciò ad ambienti o troppo “riflettenti” o troppo “assorbenti” che esaltano esageratamente o impediscono la propagazione delle naturali rifrazioni e risonanze di cui la musica ha bisogno.

Il Volume d’ascolto. Quantità non è sinonimo di qualità. Il volume, nel caso dei bambini, dovrebbe essere alto quanto basta per coinvolgerli emotivamente e fisicamente; in questo modo la personalità e la sensibilità del bambino non rischiano di finire “schiacciate” dal peso della musica. Quando la musica è eseguita e/o ascoltata nei luoghi opportuni e con modalità che non ne alterano la portata emotiva, anche una semplice esecuzione ha il potere di rigenerare, “nutrire” e “accendere” il nostro cervello; anche un semplice canto (semplice come quello di un bambino) ha il potere di commuoverci o di farci sorridere: in una parola… di emozionarci.

a cura del M° Sabrina Simoni musicista e didatta
e M° Siro Merlo musicista e compositore