Capriccio o disturbo alimentare? I bambini comunicano attraverso il cibo…

Sarà capitato a tanti genitori di trovarsi alle prese con i propri bimbi che davanti al piatto della pappa sembrano proprio non volerne sapere o, al contrario, sembrano mostrare un appetito insaziabile. 

Questi comportamenti spesso vissuti come semplici capricci, in alcuni casi nascondono disagi più profondi. Contrariamente a quanto si crede infatti i disturbi alimentari non sono caratteristici solo dell’età adolescenzia- le ma possono manifestarsi anche nei bambini molto piccoli. 

Va precisato che nell’infanzia è più frequente incontrare quadri di disagio alimentare più che disturbi veri e propri, vale a dire situazioni spesso transitorie, nelle quali il pic- colo cerca di esprimere un proprio malessere o una propria protesta. Il piccolo si serve del cibo al posto 

delle parole per veicolare un messaggio come paure, fatiche, gelosie, insicurezze o dubbi legati ai compiti evolutivi spesso dolorosi e faticosi ( per esempio il distacco dalla mamma, l’inserimento a scuola, la nascita di un fratellino…). 

I comportamenti alimentari infantili marcati da bizzarrie, selettività o rifiuto del cibo, soprattutto nei più piccoli, non sono di facile lettura. Ad esempio un bambino che rifiuta in maniera categorica il cibo potrebbe manifestare attraverso questo comportamento un segnale di disagio come potrebbe anche essere sintomo di un problema di natura medica; ecco perché la collaborazione con i pediatri è fondamentale

Per prevenire tali comportamenti occorre ricordare che il comportamento alimentare è un appreso, cioè il bambino impara e imita quello che vede e sente nella sua famiglia anche rispetto al cibo. Quindi è molto importante dare un buon esempio a tavola, occorre evitare utilizzi distorti del cibo (ricattatorio, intimidatorio, affettivo…) e occorre ridurre il più possibile ansia e nervosismo a tavola.

Chiedersi come mai il proprio bambino sputa, gira il viso davanti al cucchiaio, o come mai non è mai sazio è sicuramente più produttivo che insistere o perdere la pazienza. L’insistenza genera sempre resistenza. La prima forma di prevenzione che un genitore può operare è il non dimenticare che il cibo più nutriente per un bambino è l’ascolto, l’essere riconosciuto e rispettato come una persona diversa, unica e mai una proprietà.•

a cura dott.ssa Angela Maiorano
psicologo, psicoterapeuta