Serrare, digrignare o battere i denti, sono alcune delle azioni più frequenti che possono essere ricondotte ad una parafunzione orale e cioè ad un movimento della bocca non finalizzato ad uno scopo, che nello specifico è chiamato bruxismo.
Si tratta di un disturbo complesso che la ricerca scientifica ha cercato di indagare in modo approfondito e di cui ha svelato due condizioni principali: il bruxismo del sonno che porta a digrignare o battere i denti durante il riposo e il bruxismo della veglia o diurno. Nei bambini è piuttosto frequente e può insorgere molto precocemente, anche intorno ad un anno, insieme all’eruzione degli incisivi da latte.
Il bruxismo è un argomento di particolare interesse in odontoiatria sia negli adulti che in età pediatrica. L’odontoiatra, cioè il dentista, è una figura di riferimento per la diagnosi e la prevenzione delle possibili conseguenze che possono scaturire da questo disturbo a danno della salute orale. Il bruxismo non provoca esclusivamente usura dentaria (denti che si “consumano”) ma anche dolore ai muscoli della faccia correlati alla masticazione, mal di testa ed alcuni disturbi respiratori del sonno.
Il rumore provocato dallo strofinamento delle superfici dentarie è il principale indizio a cui fare attenzione, normalmente questo tipico rumore viene riferito o dal paziente stesso o da parenti che a lui sono vicini. Il bruxismo è abbastanza frequente in età infantile e adolescenziale, le cause non sono ancora del tutto conosciute ma sembra che fattori genetici e psicologici come l’ansia e lo stress abbiano un certo peso nello sviluppo del fenomeno, che probabilmente nasce da una serie di fattori concomitanti.
Una volta diagnosticato il bruxismo e la possibile presenza di altri disturbi correlati, l’odontoiatra potrà dare indicazioni al paziente sullo specialista di riferimento per ulteriori controlli (otorinolaringoiatri, psicologi, neurologi tanto per citarne alcuni) in modo da garantirgli una gestione multidisciplinare che rappresenta il massimo livello di cura, poiché saranno diversi professionisti ad occuparsi del problema sotto differenti punti di vista.
La letteratura scientifica non fornisce dati sufficienti sulle conseguenze del bruxismo nei bambini ma pare che questi siano più a rischio per losviluppo di affaticamento dei muscoli masticatori con difficoltà ad aprire la bocca. A questo proposito è fondamentale distinguere tra bruxismo diurno e bruxismo notturno, condizioni che hanno profili diversi sia per cause che per conseguenze e richiedono trattamenti diversi. I pazienti con bruxismo diurno provano dolore nella masticazione e mal di testa che peggiora durante il giorno, con picchi di intensità serali. I pazienti con bruxismo notturno riferiscono un indolenzimento transitorio dei muscoli al risveglio e all’esame dell’odontoiatra presentano denti usurati in modo differente da caso a caso.
Dopo aver escluso sovrapposizioni con altre patologie, il bruxismo nei bambini deve essere considerato una parafunzione fisiologica che va controllata nel tempo. Le parafunzioni sono atteggiamenti non corretti, viziati ripetuti nel tempo che portano ad un sovraccarico dentale, muscolare ed articolare. Esempi classici sono il morsicarsi le labbra, tenere in bocca un bastoncino o la penna, mangiarsi le unghie, succhiarsi il dito, muovere nervosamente le guance stringere ritmicamente i denti.
Una regola generale, applicabile anche al disturbo del bruxismo è quella di rivolgersi SEMPRE a personale specializzato per una gestione appropriata della situazione.
a cura dott.ssa M. Lavinia Bartolucci
specialista in Ortognatodonzia, prof. a.c. Università di Bologna