Antiche merende tra cibo sano e buone coccole

Tutti custodiamo nella memoria i ricordi dell’infanzia quando la nonna con affetto e dedizione ci preparava una buona merenda. 

Ricordo l’aroma inconfondibile che si diffondeva dalla cucina quando mia nonna era ai fornelli. L’attesa significava recuperare il senso del tempo e della lentezza, quei sapori unici intrisi di sorrisi e affetto non li ho più ritrovati. Il tempo della merenda diventava un momento di condivisione di idee e di confidenze perché lei sapeva ascoltare e sapeva essere saggia naturalmente.  Aveva vissuto un tempo lontano dove si “campava” con poco. Vorrei proporvi oggi un po’ di quelle squisite merende intramontabili per sapore e genuinità. 

La mia preferita era la pizzetta fritta con lo zucchero. Dall’impasto del pane ne toglieva un po’, lo lavorava con le mani per formare una pizzetta e la friggeva nell’olio bollente, appena cotta la cospargeva di zucchero. Poi c’era il pane e pomodoro: i pomodori maturi da lei piantati e raccolti “strofinati” ben bene sul pane fresco conditi con sale e abbondante olio. La versione dolce era pane olio e zucchero. Era bravissima anche a prepara- re marmellate con ogni genere di frutta spesso quella che maturava e non veniva consumata. Doveroso era pane burro e marmellata. I piatti classici della tradizione mediterranea erano il suo forte. La minestra di fagioli e pasta fatta in casa era uno di quelli. Quando bolliva i fagioli in precedenza ammollati tutta la notte mi proponeva sempre la fettina di pane bagnata con l’acqua della bollitura dei fagioli condita con sale e olio.

Merende semplici ma sicuramente più sane delle merendine preconfezionate. Sarebbe bello riuscire oggi a ricreare “il tempo della merenda sana” con i propri figli, come momento di condivisione e di recupero del senso del tempo. •

A nonna Maria che mi ha dato tanto

a cura di Francesca Cristofari