Aiuto, ho paura !” Come porsi difronte alle paure dei bambini? I comportamenti da adottare e quelli da evitare

La paura è un'esperienza naturale per l'essere umano, una preparazione psicologica e cognitiva necessaria per affrontare una situazione ritenuta pericolosa. La paura esorta alla prudenza, ha una funzione di salvaguardia e serve a garantire la sopravvivenza.

Le paure chiedono di essere superate e la loro elaborazione ha effetti positivi sull'autostima. In alcuni casi le paure possono diventare un ostacolo per la maturazione del bambino e mettono a rischio lo svolgimento dei compiti quotidiani, perdendo così il loro valore protettivo. Il timore che questo possa accadere non deve però condizionare i genitori e spingerli a crescere i propri figli senza esporli alle paure. Tenerli lontano da esse li rende indifesi, dipendenti, privi di protezioni contro l'ansia. E' importante invece incoraggiarli a elaborarle dando loro sostegno e sicurezza.

La forma primaria di paura è la perdita del contatto fisico con la mamma. A 8/9 mesi si ha paura dell'estraneo. A 12/18 mesi paura della separazione, che raggiunge il suo apice intorno al 2°/3° anno di vita. A 3/5 anni arriva la paura del temporale, del buio, dei mostri, delle streghe, di Babbo Natale e della Befana, elementi che affascinano ed al tempo stesso spaventano; paura dei pericoli fisici, di ferirsi, ammalarsi. Intorno ai 6 anni la paura è della scuola e degli animali insieme alla curiosità sull'origine della vita, sul sesso, sulla morte, anch'essa fonte di paura.

Le paure sociali invece nascono dall'educazione e quindi sono frutto della relazione con i genitori e con gli educatori. Derivano da vari fattori come una relazione educativa problematica generata da stress nella relazione tra genitori o da un ambiente emotivamente freddo; un'educazione repressiva o umiliante; un'educazione priva di regole che abbandona il bambino a se stesso e spesso si trasforma in punizioni impulsive; un'aspettativa esagerata sul piano intellettivo a discapito delle necessità affettive del bambino; o uno stile educativo iperprotettivo che non riconosce autonomia al bambino.

Le "nuove paure" invece sono le paure esclusive dei bambini di una società che li vuole capaci di diventare presto adulti senza fornire loro gli strumenti necessari per gestire la propria autonomia. Imparare a non aver paura è diventato sinonimo di maturità, coraggio e autonomia. In questo modo il bambino impara a nascondere le proprie paure più che ad affrontarle e risolverle.

La solitudine è il nodo centrale intorno al quale si sviluppano altre paure. Sempre più spesso i bambini trascorrono i loro tempi di solitudine col “sostituto genitore” o la “moderna babysitter”, il televisore.  La TV propone immagini di mostri, guerre, violenze provocando la repressione dei bisogni infantili di amore, affetto, tenerezza, con una conseguente inibizione delle funzioni che portano all'autonomia e alla indipendenza di pensiero e azione. Il bambino è privato delle difese che lo rendono capace di contenere le sue paure e di superare in modo positivo la sua infanzia.

Allora, come porsi difronte alle paure dei bambini? Le strategie non sempre sono semplici da mettere in atto specialmente perché i figli manifestano com-portamenti ambivalenti nei confronti dei genitori. Se da un lato i bambini chiedono ai genitori di agire al proprio posto, dall'altro mostrano una notevole resistenza ai suggerimenti degli stessi per superare le paure. Rilassatevi, genitori, non sforzatevi di elaborare idee serie, non appellatevi alla ragione. Semplicemente ascoltate. I bambini non vogliono essere compatiti, desiderano trovare insieme ai propri genitori strade per gestire in maniera creativa la propria paura. 

I comportamenti da adottare:
• affrontare la paura in modo "graduale"
• trasmettere al bambino un senso di sicurezza e protezione, facendogli capire che si crede in lui e nella sua capacità di superare la paura
• ascoltare il bambino e le sue motivazioni dando importanza ai suoi vissuti
• essere comprensivi ed empatici anche con i bambini
• spiegare perché una situazione non è pericolosa con esempi concreti
• adeguarsi e assecondare le strategie utilizzate dai figli per elaborare le paure
• utilizzare  fiabe o  racconti che aiutino il bambino a tradurre in immagini le sue emozioni
• lasciarlo libero di esprimersi attraverso disegno e gioco

I comportamenti da evitare:
• forzare il bambino ad affrontare "bruscamente" una situazione di cui ha paura
• contagiare e coinvolgere il bambino con le proprie paure di adulto
• trattare con sufficienza le sue paure, banalizzarle, ridicolizzarle o razionalizzarle
• usare l'umorismo: e' uno strumento che attacca e svaluta l'autostima del bambino
• usare vezzeggiativi come "fifone" che sono fonte di umiliazione
• mostrare compassione e/o pena verso le paure dei bambini
• cercare di risolvere le paure al posto dei figli •

a cura dott.ssa Alessandra Chiapparelli
psicologo, psicoterapeuta