A ognuna di noi madri è successo che incontrando una vecchia amica a passeggio con nostro figlio/a scattasse la fatidica gara a quale dei bimbi presentasse le caratteristiche migliori,
quale fosse più bravo negli sport o a scuola...
questo non deve sorprenderci perchè è ovvio che desideriamo per loro il meglio, vogliamo che siano preparati per la vita, ed è per questa ragione che negli ultimi decenni molti genitori hanno assunto un modello educativo basato sulla iper-genitorialità.
Ma questo tipo di educazione non li prepara nel senso più ampio del termine, ma purtroppo nel più limitato... per essere felici non basta avere le conoscenze e le competenze necessarie per diventare un buon professionista avere un bel lavoro tale da guadagnare in abbondanza e ogni adulto lo sa bene.
Allora perchè andiamo verso questo tipo di educazione? Perchè per soddisfare la nostra “ansia da prestazione genitoriale” abbiamo bisogno che i nostri figli siano perfetti, “i migliori”, così noi genitori saremo visti dalla società come bravi educatori, cercando la conferma per aver svolto bene il nostro compito negli occhi degli altri anziché in quelli dei nostri figli.
E così non esitiamo a iscriverli a diverse attività extrascolastiche, spianare loro la strada e, naturalmente, spingerli al successo ad ogni costo. E la cosa peggiore è che crediamo di farlo “per il loro bene”. Sicuramente sotto pressione, la maggior parte dei bambini obbedisce e raggiunge i risultati che noi genitori ci aspettiamo, ma in questo otterremo solo di limitare il loro pensiero indipendente e le competenze che li possono portare al successo e alla loro felicità.
Assicuriamoci che nostro figlio sappia che è amato incondizionatamente e in ogni momento, non importa quali errori fa... che è al sicuro e lo ameremo e proteggeremo come possiamo... che può fare lo scemo e perdere il tempo a fantasticare e giocare... che può scegliere ciò che gli piace e perseguire quella passione, non importa di cosa si tratti... che può trascorrere il tempo libero facendo ghirlande di fiori o disegnando gatti a 6 gambe se è quello che vuole, anziché praticare la fonetica o il calcolo... che è una persona speciale e meravigliosa come molte altre persone nel mondo... che merita rispetto e deve rispettare gli altri.
I bambini non hanno bisogno di essere i migliori, ma solo di essere felici. Haim G. Ginott, illustre psicologo dell’età evolutiva, usava dire: “I bambini sono come il cemento umido, tutto quello che li colpisce lascia un’impronta.” Invece di desiderarli perfetti e vincenti, non sarebbe bello insegnare loro a “saper perdere” con serenità, in modo che diventino adulti in grado di gestire la perdita, il senso di vuoto sotteso, e quindi capaci di gestire con un sorriso le difficoltà che la vita, durante il loro cammino inevitabilmente gli presenterà, anche quando noi non ci saremo più? Se non diamo loro spazio e libertà di trovare la propria strada e li carichiamo di nostre aspettative, i bambini non potranno cadere e rialzarsi, prendere le proprie decisioni, sperimentare e sviluppare la loro identità per diventare adulti capaci di affrontare le difficoltà.
E non dimentichiamo che... a
• Ogni bambino impara secondo il proprio ritmo, e che non devono confondere la stimolazione che aiuta a sviluppare, con la pressione che travolge.
• Che il fattore più influente nel rendimento scolastico dei bambini è che i genitori leggano ai loro figli, che gli dedichino del tempo ogni notte per coltivare insieme la passione per la lettura, non scuole costose o giocattoli iper-tecnologici.
• Che il bambino che ottiene i voti migliori non è mai il più felice perché la felicità non si misura in questi termini.
Che i bambini non hanno bisogno di più giochi, ma di una vita più semplice e spensierata e di passare più tempo con i genitori.
• Che i bambini meritano la libertà di esplorare tutto e decidere da soli cosa gli piace e li rende felici.
educando i nostri figli a essere migliori rischiamo:
DI PIANTARE IL SEME DELLA PAURA DI FALLIRE
La paura del fallimento è una delle sensazioni più limitanti che possiamo sperimentare.
Spingere i bambini verso il successo serve solo a piantare in loro i semi della paura di fallire. Di conseguenza, è probabile che questi bambini non diventino adulti indipendenti e intraprendenti, come vorremmo noi genitori, ma persone che vanno sempre sul sicuro e accettano la mediocrità perché hanno paura di fallire.
DI GENERARE LA PERDITA DELLA PROPRIA AUTOSTIMA
Molte persone di successo non sono sicure di sé. Molte top model ad esempio, hanno confessato di pensare di essere brutte/grasse, quando in realtà sono delle icone di bellezza. Questo perché il livello di perfezionismo al quale sono sempre state sottoposte le porta a credere che tutto ciò che faranno non sarà mai abbastanza e che basta il minimo errore perché gli altri le disprezzino.
I bambini che crescono con questa idea diventano adulti insicuri con una bassa autostima e credono di non essere abbastanza meritevoli d’amore. Di conseguenza, vivono dipendendo dalle opinioni degli altri.
a cura della Redazione
in collaborazione con i propri esperti dell’infanzia