Bullismo e cyberbullismo: gli insegnanti vedano, i genitori parlino, i compagni soccorrano!

Cos'è il bullismo? Si parla di “Bullismo” quando una singola persona o un gruppo di persone vengono più volte offese attraverso parole, forza, contatto fisico, gesti o smorfie da parte di uno o più individui.

Nell’atto di “bullismo” si verifica uno squilibrio di potere nella relazione che determina l'impossibilità a difendersi dai molestatori. Studi e indagini hanno individuato nella scuola il luogo di azione più frequente: possono verificarsi attacchi aperti ma anche forme più subdole, di tipo indiretto. 

Le vittime e i perpetratori di forme più dirette sono più spesso i maschi, mentre le femmine agiscono e subiscono forme più subdole come la calunnia, l'isolamento del singolo dal gruppo. 

E il cyberbullismo? A volte il bullismo fisico, a scuola o nel gruppo, può essere favorito dal cyberbullismo: ovvero l'uso delle nuove tecnologie, in particolare dei social network e delle chat online, per intimorire, molestare, mettere in imbarazzo, far sentire a disagio o escludere altre persone. I tempi cambiano e con essi anche le modalità di violenza psicologica… 

Sul sito del Telefono Azzurro si legge che “Per i giovani che stanno crescendo a contatto con le nuove tecnologie, la distinzione tra vita online e vita offline è davvero minima. Le attività che i ragazzi svolgono online o attraverso i media tecnologici hanno quindi spesso conseguenze anche nella loro vita reale. Allo stesso modo, le vite online influenzano anche il modo di comportarsi dei ragazzi offline, e questo elemento ha diverse ricadute che devono essere prese in considerazione per comprendere a fondo il cyberbullismo”. 

Purtroppo è estremamente difficile impedire o rimuovere le informazioni offensive presenti su Internet. La maggior parte di episodi di cyberbullismo si verifica in assenza degli adulti, quindi genitori e insegnanti potrebbero accorgersi soltanto della depressione e dell'ansia che colpiscono la vittima, ma non ne conoscono la causa. 

Commenti astiosi, menzogne, foto e video imbarazzanti possono essere diffusi tramite chat e sms. Questo può accadere ovunque e in qualsiasi momento e può coinvolgere gruppi estesi di ragazzini. L'anonimato online e il desiderio di apparire "forti" creano una combinazione allettante anche per un bambino che normalmente non direbbe direttamente cattiverie.  Dal momento che questo avviene nel cyberspazio, il più delle volte genitori e insegnanti ne sono ignari.

bambino deriso emarginatoQuesto danno a livello emotivo può durare tutta la vita quindi è molto importante insegnare al bambino che se una cosa non viene detta direttamente, non va scritta tramite sms, chat o pubblicata online. Se il proprio figlio contribuisce a ferire e umiliare gli altri, possiamo privarlo di cellulare e computer, in modo da mettere in atto dei comportamenti di prevenzione del bullismo. Infine chiedere al proprio figlio se qualche amico è stato vittima di cyberbullismo, a volte i bambini confidano le sofferenze altrui prima di ammettere le proprie. 

Perchè è importante prevenire? E’ compito dei genitori e della scuola, palestra fondamentale di apprendimento delle regole della convivenza, rispetto reciproco, armonia e lealtà, bloccare certi comportamenti e dirigerli verso modi di essere socialmente adeguati, senza nascondersi dietro ad atteggiamenti tolleranti o permissivi!

Come intervenire? Il coinvolgimento degli adulti è fondamentale per affrontare il problema. L'obiettivo è quello di costruire migliori relazioni tra coetanei in ambito scolastico e promuovere, tra le vittime, maggiore senso di sicurezza, maggiore fiducia in se stessi, sensazione di appartenenza maggiore, gradimento e accettazione, e tra i bulli possibilità di costruire un ruolo socialmente più accettabile senza dover più far ricorso all'aggressività.

Bisogna ricordare che mentre i bulli incorrono maggiormente nel rischio di essere coinvolti in criminalità o abuso di alcool, le vittime rischiano di andare verso livelli di autostima sempre più bassi, verso forme di depressione e autolesionismo.

La vittima
Si può distinguere tra Vittima passiva o sottomessa (ansiosa, insicura, gracile, con scarsa autostima, difficoltà ad affermarsi nel gruppo dei coetanei e tendenza a preferire i rapporti con adulti. Tutte caratteristiche queste che tendono a segnalare agli altri incapacità/impossibilità di reagire di fronte ai soprusi) e Vittima provocatrice (ansiosa, aggressiva, con difficoltà di concentrazione e comportamenti irritanti).

La vittima viene presa in giro di continuo, ridicolizzata, coinvolta in litigi, aggredita verbalmente e fisicamente, subisce danni agli oggetti personali, è sola, senza legami significativi tra i coetanei. A volte si evidenzia un'improvvisa caduta della prestazione scolastica. La vittima viene raramente invitata a feste, non porta a casa amici, inizia a non voler andare a scuola o sceglie percorsi più lunghi di andata e ritorno, ha insonnia o incubi, diventa irritabile o depressa, chiede o ruba soldi (per assecondare la richiesta del bullo).

Il bullo
Si può distinguere tra il Bullo attivo (aggressivo verso coetanei e adulti, impulsivo, irascibile, non tollera la frustrazione, non rispetta le regole, ha bisogno di dominare, ha imponente forza fisica; è bravo nei giochi e nello sport e presenta una resa scolastica varia) e il Bullo passivo (partecipa ma non prende iniziativa, è seguace e sobillatore, si lascia “contagiare” dall'azione del modello). 

Nella storia dei giovani bulli è possibile rilevare alcuni fattori favorenti lo sviluppo di un modello reattivo aggressivo come ad esempio un atteggiamento emotivo dei genitori fondamentalmente negativo, mancanza di calore e coinvolgimento, eccessivo permissivismo e tolleranza, mancanza di chiari confini all'aggressività, uso di punizioni fisiche, violente esplosioni emotive da parte dei genitori. 

Cosa può fare la scuola?

  • • Promuovere questionari d'indagine
  • • Organizzare dibattiti e sviluppare gruppi di lavoro   rivolti a genitori e insegnanti per favorire l'impegno collettivo
  • • Organizzare un'attenta e reale supervisione degli   studenti durante la ricreazione e il pranzo in mensa
  • • Favorire l'apprendimento cooperativo che stimola   una reciproca dipendenza positiva, solidarietà, minore tendenza al pregiudizio
  • • Realizzare regole di classe contro il bullismo
  • • Rendersi disponibile a confronti diretti e approfonditi con bulli e vittime, con i genitori degli studenti coinvolti.

 

 e il genitore della vittima?

  • • Contattare gli insegnanti velocemente
  • • Incoraggiarla a esprimere abilità e caratteristiche   positive di cui è dotata
  • • Aiutarla ad aumentare sicurezza e autostima anche  sollecitandola a scegliere attività fisiche che realmente ne irrobustiscano il fisico, questo anche per migliorare la coordinazione motoria e ridurre l'ansia. 
  • • Non iper-proteggerla ma incitare e facilitare contatti e attività extra-familiari pur con controllo discreto. 

 

... e quello del “bullo”?

  • • Fissare poche e semplici regole familiari
  • • Ribadire al figlio la “tolleranza-zero” di atteggiamenti simili da tutta la famiglia
  • • Premiare ed elogiare le azioni positive
  • • Sanzionare le azioni negative
  • • Aiutarlo a indirizzare bisogno di potere, forza, dinamismo in attività più costruttive, per esempio nello sport
  • • Trascorrere più tempo con lui: conoscere meglio le sue amicizie e attività, acquisire maggiore comprensione della personalità e reazioni del   proprio figlio.

 

Se tuo figlio frequenta la scuola primaria ti suggeriamo: 

  • 1. Limitare al minimo la socializzazione online. Consentire ai bambini di utilizzare solo siti in cui le chat sono protette, come www.lagirandola.it. 
  • 2. Spiegare ai bambini le basi di un comportamento educato anche online: menzogne, pettegolezzi e cattiverie feriscono sul Web tanto quanto nella realtà. 
  • 3. Raccomandare ai bambini di non dare le password agli amici.
  • 4. Dotare il proprio figlio di cellulare più tardi possibile - e comunque non prima dell’inizio della scuola secondaria - questo a tutela della sua salute fisica (i cellulari emettono radiazioni molto dannose a organi vitali in crescita). 
  • 5. Dare il buon esempio noi adulti. Ricordiamoci che i bambini imparano per imitazione, è quindi fondamentale fornire modelli positivi di riferimento.

 

ragazzo che subisce atti bullismoAlcuni suggerimenti per ragazzi della scuola secondaria: 

  • 1. Controllare e monitorare sempre l'utilizzo del Pc o cellulare dei propri figli che è preferibile sia un modello che non si collega ad internet.  
  • 2. Spiegare ai ragazzi come comportarsi in caso di molestia. Non devono rispondere né vendicarsi, ma bloccare subito il bullo e raccontare l'episodio ai genitori o a un adulto di fiducia. I messaggi non devono essere eliminati poiché il contenuto dovrà essere segnalato a un operatore telefonico o a un provider di servizi Internet.
  • 3. Se il ragazzo compie azioni di bullismo, prendere severi e immediati provvedimenti.
  • 4. Avvisare i ragazzi del fatto che tutte le informazioni private possono essere rese pubbliche e che questo costituisce un serio pericolo. 

e per i ragazzi grandi?

  • 1. Spiegare ai ragazzi delle scuole superiori di riflettere prima di identificarsi:  insegnargli a ragionare con la propria testa, pensando sempre prima alle conseguenze dirette delle proprie azioni, il fatto che “lo fanno tutti” non è un valido motivo per farlo a propria volta. 
  • 2. Ricordare ai ragazzi che qualsiasi cosa pubblicata online può essere utilizzata in modo improprio da qualcun altro. 
  • 3. Ricordare ai ragazzi che, anche se sono cresciuti, devono chiedere aiuto e consiglio ai propri genitori. 
  • 4. Ricordare che sono responsabili per ciò che compiono soggettivamente, anche se lo fanno “in gruppo” e le loro azioni hanno responsabilità dirette e personali a livello penale e civile. 
a cura della Redazione 
in collaborazione con i propri esperti dell'infanzia