Cos'è il bullismo? Si parla di “Bullismo” quando una singola persona o un gruppo di persone vengono più volte offese attraverso parole, forza, contatto fisico, gesti o smorfie da parte di uno o più individui.
Nell’atto di “bullismo” si verifica uno squilibrio di potere nella relazione che determina l'impossibilità a difendersi dai molestatori. Studi e indagini hanno individuato nella scuola il luogo di azione più frequente: possono verificarsi attacchi aperti ma anche forme più subdole, di tipo indiretto.
Le vittime e i perpetratori di forme più dirette sono più spesso i maschi, mentre le femmine agiscono e subiscono forme più subdole come la calunnia, l'isolamento del singolo dal gruppo.
E il cyberbullismo? A volte il bullismo fisico, a scuola o nel gruppo, può essere favorito dal cyberbullismo: ovvero l'uso delle nuove tecnologie, in particolare dei social network e delle chat online, per intimorire, molestare, mettere in imbarazzo, far sentire a disagio o escludere altre persone. I tempi cambiano e con essi anche le modalità di violenza psicologica…
Sul sito del Telefono Azzurro si legge che “Per i giovani che stanno crescendo a contatto con le nuove tecnologie, la distinzione tra vita online e vita offline è davvero minima. Le attività che i ragazzi svolgono online o attraverso i media tecnologici hanno quindi spesso conseguenze anche nella loro vita reale. Allo stesso modo, le vite online influenzano anche il modo di comportarsi dei ragazzi offline, e questo elemento ha diverse ricadute che devono essere prese in considerazione per comprendere a fondo il cyberbullismo”.
Purtroppo è estremamente difficile impedire o rimuovere le informazioni offensive presenti su Internet. La maggior parte di episodi di cyberbullismo si verifica in assenza degli adulti, quindi genitori e insegnanti potrebbero accorgersi soltanto della depressione e dell'ansia che colpiscono la vittima, ma non ne conoscono la causa.
Commenti astiosi, menzogne, foto e video imbarazzanti possono essere diffusi tramite chat e sms. Questo può accadere ovunque e in qualsiasi momento e può coinvolgere gruppi estesi di ragazzini. L'anonimato online e il desiderio di apparire "forti" creano una combinazione allettante anche per un bambino che normalmente non direbbe direttamente cattiverie. Dal momento che questo avviene nel cyberspazio, il più delle volte genitori e insegnanti ne sono ignari.
Questo danno a livello emotivo può durare tutta la vita quindi è molto importante insegnare al bambino che se una cosa non viene detta direttamente, non va scritta tramite sms, chat o pubblicata online. Se il proprio figlio contribuisce a ferire e umiliare gli altri, possiamo privarlo di cellulare e computer, in modo da mettere in atto dei comportamenti di prevenzione del bullismo. Infine chiedere al proprio figlio se qualche amico è stato vittima di cyberbullismo, a volte i bambini confidano le sofferenze altrui prima di ammettere le proprie.
Perchè è importante prevenire? E’ compito dei genitori e della scuola, palestra fondamentale di apprendimento delle regole della convivenza, rispetto reciproco, armonia e lealtà, bloccare certi comportamenti e dirigerli verso modi di essere socialmente adeguati, senza nascondersi dietro ad atteggiamenti tolleranti o permissivi!
Come intervenire? Il coinvolgimento degli adulti è fondamentale per affrontare il problema. L'obiettivo è quello di costruire migliori relazioni tra coetanei in ambito scolastico e promuovere, tra le vittime, maggiore senso di sicurezza, maggiore fiducia in se stessi, sensazione di appartenenza maggiore, gradimento e accettazione, e tra i bulli possibilità di costruire un ruolo socialmente più accettabile senza dover più far ricorso all'aggressività.
Bisogna ricordare che mentre i bulli incorrono maggiormente nel rischio di essere coinvolti in criminalità o abuso di alcool, le vittime rischiano di andare verso livelli di autostima sempre più bassi, verso forme di depressione e autolesionismo.
La vittima
Si può distinguere tra Vittima passiva o sottomessa (ansiosa, insicura, gracile, con scarsa autostima, difficoltà ad affermarsi nel gruppo dei coetanei e tendenza a preferire i rapporti con adulti. Tutte caratteristiche queste che tendono a segnalare agli altri incapacità/impossibilità di reagire di fronte ai soprusi) e Vittima provocatrice (ansiosa, aggressiva, con difficoltà di concentrazione e comportamenti irritanti).
La vittima viene presa in giro di continuo, ridicolizzata, coinvolta in litigi, aggredita verbalmente e fisicamente, subisce danni agli oggetti personali, è sola, senza legami significativi tra i coetanei. A volte si evidenzia un'improvvisa caduta della prestazione scolastica. La vittima viene raramente invitata a feste, non porta a casa amici, inizia a non voler andare a scuola o sceglie percorsi più lunghi di andata e ritorno, ha insonnia o incubi, diventa irritabile o depressa, chiede o ruba soldi (per assecondare la richiesta del bullo).
Il bullo
Si può distinguere tra il Bullo attivo (aggressivo verso coetanei e adulti, impulsivo, irascibile, non tollera la frustrazione, non rispetta le regole, ha bisogno di dominare, ha imponente forza fisica; è bravo nei giochi e nello sport e presenta una resa scolastica varia) e il Bullo passivo (partecipa ma non prende iniziativa, è seguace e sobillatore, si lascia “contagiare” dall'azione del modello).
Nella storia dei giovani bulli è possibile rilevare alcuni fattori favorenti lo sviluppo di un modello reattivo aggressivo come ad esempio un atteggiamento emotivo dei genitori fondamentalmente negativo, mancanza di calore e coinvolgimento, eccessivo permissivismo e tolleranza, mancanza di chiari confini all'aggressività, uso di punizioni fisiche, violente esplosioni emotive da parte dei genitori.
Cosa può fare la scuola?
- • Promuovere questionari d'indagine
- • Organizzare dibattiti e sviluppare gruppi di lavoro rivolti a genitori e insegnanti per favorire l'impegno collettivo
- • Organizzare un'attenta e reale supervisione degli studenti durante la ricreazione e il pranzo in mensa
- • Favorire l'apprendimento cooperativo che stimola una reciproca dipendenza positiva, solidarietà, minore tendenza al pregiudizio
- • Realizzare regole di classe contro il bullismo
- • Rendersi disponibile a confronti diretti e approfonditi con bulli e vittime, con i genitori degli studenti coinvolti.
e il genitore della vittima?
- • Contattare gli insegnanti velocemente
- • Incoraggiarla a esprimere abilità e caratteristiche positive di cui è dotata
- • Aiutarla ad aumentare sicurezza e autostima anche sollecitandola a scegliere attività fisiche che realmente ne irrobustiscano il fisico, questo anche per migliorare la coordinazione motoria e ridurre l'ansia.
- • Non iper-proteggerla ma incitare e facilitare contatti e attività extra-familiari pur con controllo discreto.
... e quello del “bullo”?
- • Fissare poche e semplici regole familiari
- • Ribadire al figlio la “tolleranza-zero” di atteggiamenti simili da tutta la famiglia
- • Premiare ed elogiare le azioni positive
- • Sanzionare le azioni negative
- • Aiutarlo a indirizzare bisogno di potere, forza, dinamismo in attività più costruttive, per esempio nello sport
- • Trascorrere più tempo con lui: conoscere meglio le sue amicizie e attività, acquisire maggiore comprensione della personalità e reazioni del proprio figlio.
Se tuo figlio frequenta la scuola primaria ti suggeriamo:
- 1. Limitare al minimo la socializzazione online. Consentire ai bambini di utilizzare solo siti in cui le chat sono protette, come www.lagirandola.it.
- 2. Spiegare ai bambini le basi di un comportamento educato anche online: menzogne, pettegolezzi e cattiverie feriscono sul Web tanto quanto nella realtà.
- 3. Raccomandare ai bambini di non dare le password agli amici.
- 4. Dotare il proprio figlio di cellulare più tardi possibile - e comunque non prima dell’inizio della scuola secondaria - questo a tutela della sua salute fisica (i cellulari emettono radiazioni molto dannose a organi vitali in crescita).
- 5. Dare il buon esempio noi adulti. Ricordiamoci che i bambini imparano per imitazione, è quindi fondamentale fornire modelli positivi di riferimento.
Alcuni suggerimenti per ragazzi della scuola secondaria:
- 1. Controllare e monitorare sempre l'utilizzo del Pc o cellulare dei propri figli che è preferibile sia un modello che non si collega ad internet.
- 2. Spiegare ai ragazzi come comportarsi in caso di molestia. Non devono rispondere né vendicarsi, ma bloccare subito il bullo e raccontare l'episodio ai genitori o a un adulto di fiducia. I messaggi non devono essere eliminati poiché il contenuto dovrà essere segnalato a un operatore telefonico o a un provider di servizi Internet.
- 3. Se il ragazzo compie azioni di bullismo, prendere severi e immediati provvedimenti.
- 4. Avvisare i ragazzi del fatto che tutte le informazioni private possono essere rese pubbliche e che questo costituisce un serio pericolo.
e per i ragazzi grandi?
- 1. Spiegare ai ragazzi delle scuole superiori di riflettere prima di identificarsi: insegnargli a ragionare con la propria testa, pensando sempre prima alle conseguenze dirette delle proprie azioni, il fatto che “lo fanno tutti” non è un valido motivo per farlo a propria volta.
- 2. Ricordare ai ragazzi che qualsiasi cosa pubblicata online può essere utilizzata in modo improprio da qualcun altro.
- 3. Ricordare ai ragazzi che, anche se sono cresciuti, devono chiedere aiuto e consiglio ai propri genitori.
- 4. Ricordare che sono responsabili per ciò che compiono soggettivamente, anche se lo fanno “in gruppo” e le loro azioni hanno responsabilità dirette e personali a livello penale e civile.
in collaborazione con i propri esperti dell'infanzia