Un Natale da ricordare che entrerà nei libri di storia

C'è una parola che dovremmo mettere quest'anno sotto l'Albero di Natale. Ed è la parola: «Grazie». «Grazie» se noi, e i nostri cari, stiamo bene. «Grazie» se non lo siamo stati e siamo guariti. «Grazie» se abbiamo perso qualcuno, ma abbiamo colto la fortuna di averlo avuto accanto. E «Grazie» per tutto quel che abbiamo. Anche se a volte ci è parso poco.

Nonostante tutto, questi mesi di pandemia, che chissà ancora quanto dureranno, ci hanno concesso una grande occasione: guardarci dentro e intorno per dar valore a ciò che siamo.

Per chi non ne avesse piena consapevolezza
ci viene in aiuto una indagine condotta dal Comune di Bolognae dalla Città Metropolitana, in collaborazione con la società demoscopica Swg. Titolo: «L'impatto del Covid-19 sul capitale sociale e sulla condizione occupazionale dei cittadini bolognesi».

Le interviste sono state realizzate tra il 30 settembre e il 15 ottobre, subito prima che scoppiasse la seconda ondata dei contagi ma quando era già ampiamente prevedibile.

Risultato: al netto delle frange più fragili della popolazione, il bolognese medio resta ottimista.

Il contesto è, ovviamente, per tutti stressante: in particolare, ha paura del contagio quasi il 50% dei bolognesi mentre circa il 30% si lamenta per la dolorosa lontananza degli affetti e per l'esistenza condotta in isolamento. Ma fra le emozioni segnalate la speranza, esperita dal 42% degli intervistati, se la gioca di pari passo con l'incertezza, anch'essa riconosciuta come sensazione prevalente dal 42% dei cittadini sondati.

Si definisce «molto soddisfatto» delle proprie relazioni familiari il 40% del campione mentre lo è della propria condizione abitativa quasi un bolognese su tre (27%). Le preoccupazioni per il lavoro e la situazione economica riguardano solo il 16% e l'11% degli interpellati. In una percentuale che oscilla tra il 55% e il 67%, la quasi totalità dei cittadini si reputa soddisfatta della propria vita e ha una visione ottimistica del futuro.

Tra i tanti dati del sondaggio due confermano che la maggioranza vede il bicchiere mezzo pieno.
Primo: oltre il 70% ha sperimentato il lavoro a distanza e ben il 90%  vorrebbe mantenere tale modalità alternandola con la presenza in ufficio. Secondo: se quasi il 30% del campione ha subito una riduzione dell'attività lavorativa, ben il 27% ha dichiarato di aver lavorato di più del solito.

Infine, ciò che maggiormente spiega la visione rosea del bolognese: vi è la convinzione che il tessuto economico e sociale della città reggerà all'urto dell'epidemia.

Che questo, allora, sia il Natale di tutti i «Grazie» che non abbiamo mai pronunciato e che sarebbe ora di regalare a chi ci è più vicino.


di Alessandra  Testa
giornalista, Direttrice Rivista Genitori

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