Asilo nido: si o no?

Negli ultimi anni, in controtendenza a quanto si verifica in Europa, abbiamo assistito ad una tendenza genitoriale a non iscrivere i propri figli agli asili nido...

Dati ISTAT evidenziano che i bambini italiani frequentanti gli Asili sono solo il 14%. Le strutture educative oggi, vengono sostituite da figure familiari: nonni, babysitter, amici di famiglia, ecc... che, se pur apprezzabili nell’impegno e nella disponibilità, sono meno preparate, come del resto i genitori, ad impostare un’azione educativa professionale e completa per il bambino.

Basti pensare al contesto in cui viene tenuto il bambino quando rimane a casa, in un ambiente non predisposto ad accoglierlo per stimolarlo al meglio nella sua crescita, come invece può fare la struttura educativa. Sarebbe quindi opportuno chiedersi il perché di tale inclinazione, anche in relazione alla storia pedagogica del nostro paese e degli illustri rappresentanti che l’hanno resa famosa nel mondo. Maria Montessori, ad esempio, dedicò tutta la sua vita all’elaborazione di teorie clinico/pedagogiche ancora attuali nel panorama scolastico ed educativo.

Sicuramente in tale scelta incide anche la minore disponibilità economica delle famiglie; ma a riprova di quanto sia importante l’esperienza in Asilo per i bambini, gli stessi dati ci dicono che, dal punto di vista della crescita psico/fisica, quelli coinvolti nella frequenza delle istituzioni educative risultano essere maggiormente pronti all’apprendimento e più predisposti agli studi.

Ma cosa sperimenta un bambino in un contesto educativo controllato? Facciamo un esempio con il tatto e vediamo quanto sia fondamentale l’esperienza sensoriale nel “gioco euristico” di Elinor Goldschmied che si fonda sul principio di libertà di esplorazione del materiale: l’educatore mette a disposizione del bambino il “cesto dei tesori” con diversi oggetti pensati perché egli possa sperimentare attraverso le mani.

Spostarli, farli cadere, farli rotolare, comporli se si tratta di costruzioni, dividerli per categoria, metterli in fila, percepirne la temperatura e collegarla alla sensazione di caldo e di freddo... tutte esperienze fondamentali per la crescita del bambino! Egli, attraverso l’esercizio sensoriale, riesce a condurre ciascun oggetto nel proprio ambito, attribuendo ad esso la precipua funzione nella dimensione spazio - temporale.

Ecco una delle esperienze educative che viene assicurata negli Asili a differenza dell’ambiente domestico, ove l’apporto affettivo/accudente è senza dubbio presente, ma risulta deficitario nell’aspetto più professionale della crescita del bambino. Stante quindi, l’alto valore educativo e la non trascurabile importanza della necessità di socializzazione tra bambini, occorrerebbe sensibilizzare i genitori, integrandoli e coinvolgendoli nelle attività previste, favorendo così, l’interazione scuola-famiglia sin dalla più tenera età.

a cura dott. Raffaele Focaroli Giudice del Tribunale per i Minorenni di Roma