Produrre cibo riducendo l’impatto sull’ambiente si può!

Gli attuali livelli d’inquinamento, rischiano di compromettere pesantemente la salute del nostro pianeta, soprattutto con le attività produttive,

ahimè comprese quelle della filiera agroalimentare, che concorrono tutte alla contaminazione del suolo, dell’aria, dell’acqua e al consumo delle risorse naturali della Terra.

Ogni operatore economico – organismi internazionali, aziende e privati cittadini – deve imparare a gestire il proprio lavoro “in modo ecologico” al fine di diffondere una coscienza ambientale che garantisca una riduzione degli aspetti inquinanti.

Ecco quindi che il sistema agroalimentare è chiamato ad affrontare la duplice sfida di garantire la sicurezza alimentare riducendo al contempo l’impatto ambientale. Ciò si traduce nell’implementazione di molte misure tecniche e organizzative: migliorare la produttività dei terreni, aumentare l’efficienza d’uso dei mezzi tecnici e delle risorse naturali, ridurre gli scarti nelle filiere e porre in essere modelli organizzativi che consentano di raggiungere un miglioramento delle performances ambientali. Fortunatamente negli ultimi anni sono sempre più i mercati che privilegiano i prodotti delle aziende maggiormente sensibili ai problemi ambientali e ad attribuire un maggior valore alle certificazioni/registrazioni ambientali.

A tal fine un sistema di gestione ambientale (SGA) rappresenta un valido strumento di verifica. Il SGA è nato per organizzare e pianificare tutte le pratiche e le responsabilità che necessitano per mettere in atto un processo e risorse di sviluppo garantendo un buon mantenimento di politica ambientale. Tutto il compartimento agricolo deve essere cioè inteso come un’unica azienda, dove valutare ed esaminare i fertilizzanti o fitofarmaci da impiegare, l’acqua per le irrigazioni e i tipi di carburante per il funzionamento dei mezzi agricoli. Va poi esaminato il settore agroindustriale che ad esempio utilizza l’acqua per la lavorazione e la conservazione di frutta e verdura (conserve di pomodoro, ma anche di birra e vino), l’energia per tutti i processi produttivi ma anche di separazione e scarto così come il carburante per i trasporti, che in Italia sono soprattutto su due ruote.

Il sistema di gestione ambientale è uno strumento indispensabile per misurare non solo la bontà del prodotto ma anche e soprattutto per minimizzare gli sprechi di gestione. Il SGA è ben automatizzato in realtà sia private sia pubbliche, ma con produzione a grande scala.

Purtroppo in realtà più ridimensionate, molto diffuse sul nostro territorio (fattorie didattiche, agriturismi, mercati biologici sul modello Slow Food o Km zero...), l’applicazione del SGA fa ancora fatica ad essere pienamente impiegato. Un gap che va senz’altro colmato.

a cura dott.ssa Valentina De Matteis
biologa nutrizionista